coca cola killer

La trentenne Natasha Marie Harris è morta improvvisamente nella propria abitazione di Invercargill, in Nuova Zelanda, dopo aver proseguito per anni, senza riuscire a farne a meno, nell'abitudine di bere almeno dieci litri di Coca-Cola al giorno. Pare che quella di Natasha si fosse trasformata in una sorta di dipendenza. La donna diventava "pazza", irrequieta, se non poteva avere a portata di mano la propria dose giornaliera della nota bevanda.

Il suo compagno, Christopher Hodgkinson, è certo che la morte della donna sia avvenuta proprio a causa di tale pessima abitudine. L'uomo ha dichiarato che Natasha beveva litri e litri della bevanda nel corso di tutta la giornata, direttamente dalla bottiglia e senza poterne mai fare a meno nell'arco delle ventiquattr'ore. Le indagini sulle effettive cause della morte della donna si trovano tutt'ora in corso, ma alcune rivelazioni da parte del suo compagno potrebbero essere determinanti.

Christopher Hodgkinson ha infatti reso noto agli inquirenti come Natasha soffrisse già da un anno di alcuni fastidiosi malesseri. Pare che la donna sentisse spesso il bisogno di vomitare, cosa che le accadeva quasi una volta al giorno. Il malessere era però stato attribuito allo stress di dover badare ai propri otto figli e ad alcuni problemi ginecologici di cui soffriva. Il fatto che l'assunzione eccessiva della bevanda potesse esserne la causa non aveva mai sfiorato la loro mente.

La morte di Natasha è avvenuta il 25 febbraio 2010, ma soltanto a due anni di distanza da essa il marito è stato ulteriormente interrogato per approfondire la vicenda. In base alle sua dichiarazioni, la donna seguiva dei rituali fissi, compreso quello di bere un bicchiere di Coca-Cola appena sveglia ed uno prima di andare a dormire. Senza la sua dose giornaliera di Coca-Cola, Natasha si sentiva debole ed irritabile.

I pareri medici finora espressi riguardo alle cause della sua morte dono stati differenti. Si è parlato di un aneurisma cardiaco causato dall'eccessiva assunzione della bevanda, di problemi al fegato non ben chiariti, di un'aritmia al cuore e di una grave carenza di potassio nel sangue dovuta al consumo smodato della nota bibita gassata. L'inchiesta prosegue.

Marta Albè

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