saccarina

I dolcificanti artificiali alternativi allo zucchero, come l'aspartame, la saccarina o il ciclammato, non sono tossici e non portano rischi per la salute, ma gli italiani continuano a preferire i prodotti naturali. Almeno questo è quanto è emerso dal convegno che si è svolto ieri al ministero della Salute sui “Dolcificanti intensi non calorici: focus sulla sicurezza dimpiego”.

Secondo gli studiosi, su questo argomento, esiste una profonda frattura tra ciò che dice la scienza e la convinzione dei consumatori, che ritengono queste sostanze – come l'aspartame, la saccarina o il ciclammato – dannose per l’organismo e pericolose per la salute. Numerosi studi scientifici invece hanno dimostrato il contrario: “Non ci sono rischi per la salute derivanti dall'uso di dolcificanti non calorici – ha detto Andrea Poli, direttore scientifico nella Nutrition Foundation of Italy (Nfi). - Non sono cancerogeni, né tossici e sono tra gli ingredienti alimentari più approfonditamente studiati al mondo, con centinaia di studi che ne confermano la sicurezza”.

E c’è di più: da un’analisi dei commenti degli utenti, effettuata sui blog e i social network, è emersa una profonda diffidenza nei confronti dei dolcificanti artificiali, tanto che il 50% delle persone “ascoltate” in rete associa l'aspartame con la tossicità.

Molti consumatori, infatti, tendono ad escludere dalla loro dieta i dolcificanti artificiali per la possibile relazione (di cui si è parlato molto fino ad alcuni anni fa) tra l’aspartame e l’insorgenza di tumori. Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, ha annunciato invece che “ci sono oggi adeguate evidenze epidemiologiche che consentono di escludere un'associazione tra saccarina, aspartame ed altri dolcificanti non calorici e il rischio di neoplasie”.

Con questo convegno – ha aggiunto Poli - che ha ripercorso le recenti prese di posizione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare EFSA, è stato fugato ogni dubbio in merito alla sicurezza di questi composti, ampiamente studiati e approvati dalle autorità di regolamentazione preposte”.

Giuseppe Fatati, Presidente Fondazione ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, ha inoltre aggiunto che “l’importanza del convegno sta nel voler amplificare un messaggio già ben radicato a livello scientifico internazionale – quello della sicurezza dei dolcificanti non calorici – con l’obiettivo finale di rassicurare circa il consumo dei prodotti alimentari a basso contenuto calorico che li contengono”.

E John Christian Larsen, Chief consultant, National Food Institute, Technical University of Denmark, ha concluso: “Sono lieto di potermi unire oggi ai massimi esperti italiani di nutrizione e salute nel ribadire la sicurezza dei dolcificanti non calorici. È molto importante che si sappia che le istituzioni che esaminano e valutano la sicurezza dei dolcificanti non calorici seguono scrupolosi criteri, riconosciuti a livello globale”.

Ma i consumatori non sono affatto convinti e a dare loro ragione arriva anche il Codacons, che alla vigilia del convegno aveva definito il simposio troppo orientato a favorire i dolcificanti artificiali: “Il Ministero anziché assolvere così i dolcificanti dovrebbe nominare una commissione indipendente che ne valuti seriamente i rischi. Se il convegno di domani non sarà bloccato, faremo un esposto alla Procura e uno alla Corte dei Conti per recuperare all’erario i soldi spesi per questa iniziativa assolutamente inopportuna”.

Insomma, la storia è tutt’altro che conclusa. Nel dubbio, consigliamo di optare, come sempre, per le soluzioni naturali, come lo zucchero di canna, il miele, lo sciroppo di glucosio o fruttosio, oppure la stevia rebaudiana, che recentemente – dopo lunghi dibattiti - è entrata ufficialmente a far parte dei dolcificanti naturali. La stevia sembra infatti la soluzione ideale per tutti, perché ha un forte potere dolcificante, non altera i valori nel sangue ed è disponibile sia in forma liquida che in polvere.

Verdiana Amorosi

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