mentuccia

Mentuccia o nepetella, ma anche mentastro o nepitella (o ancora erba gattaia, calaminta, neputedda…). Della mentuccia si sfruttano sia foglie che fiori e – simile nell’aroma alla menta – è impiegata molto in cucina per insaporire primi, secondi e contorni. Della mentuccia si possono fare diversi usi. Ma quali sono le proprietà della mentuccia e i suoi migliori abbinamenti tra i fornelli?

La mentuccia comune (il nome scientifico è Clinopodium nepeta) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e del genere Clinopodium. Alcuni usano anche il sinonimo Calamintha nepeta.

Le sue foglie sono ovali, con il margine che può anche essere lievemente dentellato. I fiori sono singoli e di colore violetto.

Mentuccia cos’è 

Si tratta di una pianta aromatica perenne - fiorisce da giugno a ottobre - che forma cespugli alti 20-50 centimetri, tipica delle zone montane, dei boschi, dei luoghi freschi e dei terreni incolti con terreno calcareo.

Da non confondere con la Mentha pulegium, una specie che in alcune zone d’Italia – soprattutto Lazio – viene chiamata impropriamente mentuccia, ma che corrisponde alla cosiddetta menta romana (le due specie si distinguono dall’infiorescenza: a sviluppo verticale con fiori singoli quella della nepetella, tondeggiante con fiori ravvicinati l'infiorescenza della Mentha pulegium).

Inoltre, mentre la menta propriamente detta ha infiorescenze rotondeggianti con i fiori ravvicinati, la mentuccia o nepetella ha fiori rosa/violetti con la tipica forma a bocca.

Le foglie della mentuccia sono piccole con margini che possono essere lineari o leggermente dentellati.

Alcuni autori la chiamano anche Satureja CaJamintha e il perché è presto detto: il nome Satureja avrebbe una radice latina e si riferirebbe al termine Satura che potrebbe significare “salsa” o “intingolo”: interpretazione accettabile dal momento che la nepetella è famosa proprio come spezia per condire gli alimenti.

Proprietà della mentuccia

Alla mentuccia si attribuiscono proprietà:

  • digestive, è ricca di fibre e regolarizza l’intestino
  • espettoranti, viene usata per contro raffreddore, febbre, malattie all’apparato respiratorio e congestione toracica
  • carminative, di fatti gli infusi ottenuti con le foglie sono benefici in caso di flatulenza e debolezza di stomaco e stimolano le funzioni epatiche

Inoltre, sembra che la mentuccia aiuti a produrre sudorazione, sia benefica in caso di depressione, di dolori mestruali e di insonnia e sia utile sulle piccole escoriazioni (le nonne applicavano le foglie fresche sulla parte interessata)

L’olio essenziale che si ricava dalle foglie conferisce alla mentuccia proprietà antibiotiche, ma è bene sempre sentire il proprio medio o erborista.

Controindicazioni

In genere si sconsiglia l’uso in dosi eccessive durante la gravidanza e a chi soffre di tachicardia, dato il suo potere eccitante sul sistema nervoso.

Stagionalità della nepetella e coltivazione della mentuccia

La nepetella è una pianta estiva e fiorisce da giugno a ottobre. È possibile coltivarla in vaso in posizione soleggiata o a mezz’ombra e sia foglie che fiori possono essere lasciati a essiccare in un luogo fresco e asciutto, conservandoli poi al riparo dalla luce.

La semina deve avvenire in primavera, meglio se direttamente in terra, perché se le piante vengono trasportate l’aroma può attrarre i gatti che possono distruggere le piantine. In primavera può anche avvenire la divisione dei cespi e il distacco di eventuali talee. Le foglie e i fiori della mentuccia vanno raccolti durante il periodo della fioritura.

Abbinamenti della mentuccia in cucina

Dall’aroma simile alla menta, la nepetella viene usata in cucina per aromatizzare, carne, pesce, funghi (Toscana) e verdure (classici i “carciofi alla romana”).

mentuccia carciofi

La si può gustare anche cruda in una insalata o con pomodori.

Tipica è la pasta alla trapanese, a base di spaghetti o rigatoni conditi con la “neputedda”, i pomodorini ciliegino e l’aglio. Ma in Sicilia la mentuccia viene usata anche per aromatizzare le olive da tavola.

Viene utilizzata anche come ingrediente nella preparazione di una tipica frittata pasquale detta “frocia” e in Irpinia (Campania) prende il di “Zenzifero” e viene mescolata alla ricotta per formare il ripieno di ravioli o per imbottire frittate, oppure viene usata per preparare un particolare liquore aromatico.

Leggi anche:

Germana Carillo

I CORSI CHE TI FANNO STARE BENE!

Più di 100 corsi online su Alimentazione, Benessere, Psicologia, Rimedi naturali e Animali a partire da 5€. Test, attestati e la possibilità di vederli e rivederli quante volte vuoi!

dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
sai cosa compri
seguici su instagram
seguici su facebook
fai la cosa giusta

Dai blog