Novel food: da gennaio 2018 sulle tavole degli italiani arrivano gli insetti

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Ormai gennaio è alle porte e proprio dal primo giorno del nuovo anno sarà possibile anche in Italia mettere in tavola insetti e altri novel food già comunemente consumati in altre parti del mondo. Diventa operativo infatti il nuovo regolamento Ue. Non vedevate l’ora vero?

Dal 1 gennaio 2018 sarà permesso in Italia, come nel resto dei paesi Ue dove ancora non vi era questa consuetudine alimentare, produrre e vendere insetti interi di ogni genere: millepiedi cinesi, tarantole, vermi giganti, bachi da seta, farfalle, cimici d’acqua, scorpioni, scarabei, grilli e altri (per noi) strani alimenti tutti riuniti sotto la dicitura di Novel food. Si potranno acquistare anche prodotti che contengono insetti nel preparato come farina di grilli o pasta con farina di larve!

Entra infatti in vigore il regolamento Ue sui Novel Food approvato il 25 novembre 2015 ma gli italiani, secondo un’indagine di Coldiretti, non sembrano apprezzare molto l’iniziativa tanto che il 54% dei consumatori si è mostrato contrario motivando la presa di posizione con il fatto che si tratta di cibi completamente estranei alla nostra cultura alimentare. Il 24% delle persone intervistate si è dichiarata invece indifferente (in fondo basta non comprarli se non si gradiscono, no?) mentre solo il 16% è favorevole.

A molti di noi sembra disgustoso eppure a promuovere il consumo di insetti è stata addirittura la Fao in quanto si tratterebbe di una soluzione che fornisce molte proteine, economica e sostenibile a livello ambientale più di altre. Un’opportunità dunque per sfamare le persone di tutto il mondo.

In Italia sembra però che siamo un po’ in ritardo sull’acquisizione e soprattutto la messa in pratica della nuova normativa e le aziende italiane che intendono dedicarsi al nuovo settore non hanno vita facile. Questo è quello che è emerso dall’evento “Novel food Before Christmas" tutto incentrato sul grande cambiamento che potrebbe avvenire appunto da gennaio 2018 anche nel nostro paese per quanto riguarda il cibo.

Ci sono poi diversi problemi da affrontare, in primis la salute dei consumatori e la sicurezza alimentare di questi nuovi cibi che dovranno essere super controllati dato che, nella maggior parte dei casi, arriveranno da paesi come Cina e Thailandia non proprio in cima alle classifiche in quanto ad igiene e trasparenza delle filiere alimentari.

Vi è poi il problema delle etichette che dovranno fornire indicazioni chiare su ciò che si sta acquistando, c'è da considerare infatti che i consumatori italiani probabilmente non hanno mai visto alimenti di quel genere se non durante eventuali viaggi in paesi esotici.

Per quanto riguarda invece gli operatori del settore, questi a partire dall’inizio del nuovo anno potranno presentare le domande al ministero della Salute per immettere sul mercato i nuovi alimenti consentiti dalla normativa Ue. Non sono però chiare le tempistiche per l'approvazione delle richieste.

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Che ne pensate? Questo nuovo settore riuscirà davvero a prendere piede in Italia un paese molto legato alle proprie tradizioni alimentari?

Francesca Biagioli