Cibi dimenticati: 10 alimenti salutari da riscoprire

cibi dimenticati

In passato facevano parte della cucina regionale  e tradizionale, ma ora rappresentano cibi quasi dimenticati, tra cereali, frutti e legumi. Sono alimenti che in pochi ancora conoscono o utilizzano abitualmente a meno che li abbiano direttamente a disposizione in giardino o nelle campagne circostanti.

Pensiamo, ad esempio, a quanto sarebbe bello ricominciare a preparare in casa delle confetture di frutti selvatici ormai quasi dimenticati, come le corniole, le mele cotogne e l’uva spina.

Scopriamo quali sono alcuni dei cibi dimenticati che dovremmo riscoprire.

1) Mela cotogna

Purtroppo la mela cotogna in gran parte d’Italia è stata quasi dimenticata. È un vero peccato perché rappresentava uno dei frutti simbolo dell’autunno. Inoltre è ricca di vitamine, fibre e sali minerali come potassio, magnesio e calcio.

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mela cotogna

2) Pera volpina

La pera volpina è un frutto antico che in passato rappresentava un buon sostentamento per le popolazioni montane oltre che una preda ambita per le volpi. È il frutto del pero volpino, albero che veniva utilizzato come sostegno nei vigneti. Le pere volpine limitano il colesterolo e i trigliceridi e aiutano il controllo glicemico.

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pera volpina

3) Mais multicolore

Sapevate che il mais in origine non era solo giallo, anzi, era multicolore? La natura ci stupisce sempre, siamo noi ad averla standardizzata, ma in Italia esistono ancora delle varietà di mais biodiverse, come il mais rosso di Storo e il mais biancoperla.

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mais multicolore

4) Corbezzolo

Il corbezzolo è una bacca carnosa e di colore rosso quando è matura. I frutti maturi del corbezzolo hanno un sapore dolce e delicato. Il loro impiego prevede soprattutto la preparazione di confetture o l’aggiunta del frutto alle macedonie, quando lo si ha a disposizione. Più noto è il miele di corbezzolo.

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corbezzolo

5) Roveja

La roveja è un legume antico, per lungo tempo dimenticato. La roveja è una varietà di pisello, conosciuta anche come pisello dei campi o robiglio. Questo legume è originario del Medio Oriente e viene coltivato soltanto in alcune regioni d’Italia, come l’Umbria e le Marche.

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roveja

6) Corniola

La corniola è un frutto ormai quasi dimenticato. Si tratta di un frutto selvatico che pochi conoscono ma che meriterebbe di essere riscoperto. È un frutto dal sapore un po’ aspro che nella forma ricorda una ciliegia. Si utilizza soprattutto per preparare composte e confetture.

corniola

7) Giuggiola

Le giuggiole sono i frutti del giuggiolo che è conosciuto anche con il nome di dattero cinese. I frutti sono simili a mele molto piccole e si raccolgono tra settembre e novembre. Il famoso ‘brodo di giuggiole’ è un antibiotico naturale che ha reso la giuggiola un piacevole toccasana invernale.

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giuggiole

8) Rosa canina

Le bacche di rosa canina si utilizzano soprattutto come rimedio naturale ma sono anche in cibo da riscoprire perché proprio con queste bacche si può preparare la marmellata fatta in casa. Raccogliete le bacche di rosa canina in campagna, in zone lontane dal traffico.

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rosa canina

9) Fagioli di Pigna, Badalucco e Conio

Tra le varietà italiane di fagioli da riscoprire troviamo i fagioli di Pigna, Badalucco e Conio che vengono coltivati esclusivamente nelle omonime località della Liguria. Sono un presidio Slow Food e un simbolo della biodiversità nella coltivazione regionale dei legumi.

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fagioli di pigna

10) Uva spina

L’uva spina appartiene alla stessa famiglia del più noto ribes rosso. È un frutto commestibile e aromatico, dal sapore acidulo, ha proprietà diuretiche e disintossicanti ed è ricca di vitamine e di polifenoli, dei potenti antiossidanti.

uva spina

Marta Albè