30 Days of Bugs

Una dieta a base di vermi, larve e grilli. Vi fa rabbrividire solo l'idea? Invece è proprio quella che ha seguito uno studente americano per 30 giorni, raccontando l'esperienza sul blog 30 Days of Bugs.

Per tutto il mese di febbraio Camren Brantley-Rios ha mangiato pasti con insetti tre volte al giorno, per testimoniare che si tratta di una valida alternativa alla carne, di gran lunga più insostenibile. Gli insetti, infatti, hanno un alto contenuto di proteine e calorie, ma consumano meno risorse per il loro allevamente, come è facile immaginare.

Come è andata? Molto bene, assicura il ragazzo, soprattutto una volta superato lo scetticismo iniziale. Certo, ci sono stati degli esperimenti culinari pessimi, come quella volta che ha provato a cucinare il baco da seta: cattivo retrogusto e odore sgradevole, spiega. Altre ricette sono andate meglio, come gli scarafaggi, puliti di zampe e ali e saltati in padella con diverse erbe aromatiche, funghi e cipolle.

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Incredibile da credersi, ma Camren ora ama la sua dieta a base di insetti. Ed è anche riuscito a convincere la madre a unirsi a lui per alcuni pasti. Jason Dombroskie, responsabile della collezione di insetti della Cornell University, ha detto che progetti come 30 Days of Bugs possono incoraggiare più persone a provare gli insetti nei pasti.

Ci sono oltre un migliaio di insetti commestibili con sapori unici e un numero infinito di modi per prepararli. Sarà... Noi continuiamo a preferire altre alternative, ugualmente proteiche e sostenibili, ma a base vegetale.

Roberta Ragni

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