barretta a base di larve

A prima vista non lo direbbe nessuno, ma questa è una barretta energetica proteica a base di larve di insetti. L'hanno realizzata gli studenti dell'Università di Scienze Applicate di Zurigo (ZHAW) Stefan Klettenhammer e Meinrad Koch, come parte della loro tesi di laurea. Il prodotto ha vinto il premio dell'Accademia svizzera delle scienze tecniche, attirando l'interesse dei produttori alimentari e dei media di tutto il mondo.

Il segreto del successo sta proprio nel fatto che i vermi non sono visibili nella barretta, per la cui realizzazione viene utilizzata solo la proteina estratta. Una grande novità per la trasformazione in cibo degli insetti. In base al suo valore nutrizionale e al contenuto di zucchero, lo snack con gli insetti è paragonabile a una barretta convenzionale. Il sapore che si avverte mangiandola è quello dei frutti, mentre non si sente affatto il gusto degli ingredienti di origine animale.

La tesi "Development of a food product based on mealworms for mass production" nasce come soluzione alle carenze alimentari di cui soffre parte della popolazione mondiale. Gli insetti, come ha ricordato la FAO, possono essere una grande fonte proteica per risolvere i problemi della fame nel mondo, ma l'entomofagia (il mangiare insetti) nel mondo occidentale è ancora decisamente poco diffusa. Da qui nasce l'idea di un estratto proteico liofilizzato utilizzato come base per lo sviluppo della barretta di insetti.

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Photo Credit Adrian Baer/NZZ

"L'industria ha riconosciuto il potenziale degli insetti commestibili", dice Klettenhammer, ricordando che la qualità delle proteine degli insetti è alta e la loro produzione sostenibile. Con 10 chilogrammi di mangime si possono ottenere, infatti, 1 kg di carne di manzo o 6 kg di insetti.

La riproduzione degli insetti, inoltre, produce 100 volte meno gas serra rispetto a quella del bestiame. E il consumo di acqua è minimo. Forse, però, vale la pena di ricordare che la scelta più eco-sostenibile e praticabile resta quella vegeteriana/vegana, le cui motivazioni vanno di certo ben oltre la carenza di B12. Se tutti abbracciassero questa di filosofia, si risolverebbero molti degli attuali problemi che affliggono il Pianeta, e senza toccare gli insetti.

Roberta Ragni

Photo Credit Meinrad Koch

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