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Vale 250 mila euro l'hamburger artificiale ottenuto in laboratorio a partire da cellule staminali di manzo, che è pronto per essere presentato ed assaggiato pubblicamente oggi a Londra. Il primo esperimento potrebbe dare il via alla produzione dell'hamburger artificiale su scala industriale.

L'hamburger nato in laboratorio potrebbe ridurre l'impatto ambientale degli allevamenti intensivi sul pianeta? Si tratta di quanto sostenuto da parte degli inventori del nuovo alimento, a partire da Mark Post, il professore dell'Università di Maastricht, in Olanda, che ha guidato la sperimentazione. A suo parere, in un futuro non troppo lontano sarà possibile fornire ai consumatori carne di maiale, agnello, pollo e manzo senza ricorrere agli allevamenti intensivi.

La creazione dell'hamburger in provetta a partire dalle staminali bovine ha richiesto ingenti investimenti. Il costo totale del progetto per la creazione dell'hamburger è stato calcolato come pari a 250 mila euro. Sarà lo stesso inventore a cucinare oggi a Londra l'hamburger più costoso del mondo.

L'idea di creare carne in laboratorio non è più dunque mera fantasia. Per simili esperimenti occorrono però cifre esorbitanti. È stato da poco rivelato il nome di colui che ha deciso di finanziare il progetto. Si tratta di Sergey Brin, il miliardario co-fondatore di Google, che ha deciso di investire 250 mila euro per la realizzazione dell'hamburger sintetico in nome del benessere animale.

hamburger artificiale debutto

Tra coloro che avranno l'opportunità di assaggiare il primo hamburger artificiale nel pomeriggio di oggi troviamo Josh Schonwald, di Chicago, autore di Taste of Tomorrow, e Hanni Rutzler, ricercatore austriaco del Future Food Studio. Il denaro investito è stato impiegato da Mark Post per creare in laboratorio 20 mila fibre muscolari a partire da cellule staminali bovine. La sperimentazione ha avuto una durata di tre mesi.

Gli scienziati che si sono occupati della sua creazione credono che l'hamburger sintetico potrà essere la risposta adatta alla crescente richiesta di carne da parte di Paesi in via di sviluppo come la Cina e l'India ed in vista dell'incremento della popolazione mondiale nei prossimi 40 anni. Nel 2060 il nostro Pianeta conterà 9,5 milioni di abitanti. In Italia avrà successo? Secondo quanto comunicato da parte di Coldiretti, 3 italiani su 4 non lo assaggerebbero:

"La realtà è che nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio (dal supersalmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico, fino al latte materno da mucche transgeniche) rimane elevato il livello di scetticismo dei cittadini. Per questo, come hanno dimostrato le esperienze del passato a partire dalla mucca pazza (Bse), le innovazioni in un settore come quello alimentare, particolarmente esposto ai rischi per la salute, devono percorrere la strada della naturalità e della sicurezza".

Marta Albè

Video e Foto: culturedbeef.net

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