Pappami_1Ogni giorno, in una città come Milano, migliaia di studenti tra 1 e 13 anni mangiano in mensa, consumando 13 milioni di set di stoviglie di plastica in un anno scolastico. Questo vuol dire 550 tonnellate di piatti, posate e bicchieri di plastica da smaltire negli inceneritori, in quanto non riciclabili perché contaminati dagli alimenti. Un danno enorme per l'ambiente, se si pensa che queste cifre vanno moltiplicate per tutte le scuole d'Italia (anche se, ovviamente, in numero inferiore per le città più piccole) e che, oltre alle mense scolastiche, si devono contare anche tutti gli sprechi di stoviglie di plastica sui posti di lavoro o dentro le mura domestiche.

Già tempo fa vi avevamo offerto una piccola soluzione: la bioplastica, un tipo di plastica completamente biodegradabile in quanto derivante da materie prime vegetali rinnovabili quali farina, amido di mais, grano e altri cereali. Una valida alternativa alle montagne di plastica che ogni giorno vengono gettate nella spazzatura.

Il dibattito nelle scuole avanza: c'è chi suggerisce di far portare ai propri bambini le stoviglie di ceramica direttamente da casa, chi ipotizza invece che la stessa ceramica potrebbe anche sostituire la plastica direttamente nelle mense. IPappami_2n entrambi i casi, però, ci sarebbero diversi problemi logistici e, se vogliamo, igienico-sanitari; senza contare il fatto che, nel caso in cui le stoviglie venissero impiegate nelle mense, ci sarebbe comunque un grosso dispendio di energia e detersivi per il loro lavaggio.

Qual è dunque la soluzione a più basso impatto ambientale e, possibilmente, anche economica?

Ci ha pensato un imprenditore trentino, Tiziano Vicentini, con la sua nuova idea: Pappami, il piatto commestibile e bio-degradabile al 100% che sarà adottato presto nelle mense scolastiche milanesi. Un po' come quelle piccole opere di eco-arte provenienti dall'Olanda: un po' meno artistiche ma sicuramente molto, molto funzionali.

Si tratta di piatti dal sapore simile a quello del pane, che possono essere messi nel microonde e smaltiti (quando non mangiati!) tra i rifiuti organici. In più sono anche abbastanza economici: ogni pezzo costa infatti 30 centesimi di euro. Il piatto ha la forma simile ad un fiore, con i petali che possono essere staccati e mangiati durante il pasto; può contenere cibi liquidi e semiliquidi per oltre un'ora, è realizzato con ingredienti simili a quelli dei crackers e può anche essere congelato.

Niente di nuovo, se si pensa alle antiche tradizioni delle popolazioni del Medio Oriente, dell'Africa orientale o dei pastori del Sud-Italia, dove il pane veniva usato proprio come piatto; ma è senza dubbio una buona idea presa in prestito dalla nostra memoria che può tornare utile nell'era dell'usa-e-getta più sfrenato.

Eleonora Cresci

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