Le vongole pescate alla foce del Sarno sono tossiche ma finiscono in pescheria

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Vongole tossiche pescate nella melma alla foce del Sarno in Campania e poi vendute come se nulla fosse in pescheria (si tratta ovviamente di un business illegale). Alcune analisi hanno svelato che queste vongole sono, non solo tossiche, ma anche potenzialmente cancerogene.

La guardia costiera per molte settimane ha monitorato la foce del fiume Sarno (a Castellammare di Stabia e Torre Annunziata) dove persone senza scrupoli raccolgono vongole in mezzo alla melma nonostante vi sia il divieto di pesca.

Le analisi, condotte da Arpac e Istituto Zooprofilattico di Portici, su alcuni campioni di vongole trovati in vendita in diverse pescherie della zona (ma anche sulla sabbia e l’acqua del Sarno) sono poi arrivate a risultati scioccanti:  le vongole qui pescate sono velenose e potenzialmente cancerogene (nelle acque di questo fiume, uno dei più inquinati d’Europa, si trovano infatti molti metalli pesanti),

Va da sé che questi molluschi non andrebbero assolutamente consumati. Il problema è che si è creato un vero e proprio business che frutta molto bene anche grazie al fatto che in questa zona sono presenti vongole in gran numero. Secondo quanto riporta Il Mattino sarebbe possibile pescare oltre un chilogrammo e mezzo di vongole da circa 6 kg di sabbia.

Uno dei sub che pescava vongole nella melma è stato colto in fragrante e arrestato con l’accusa di pesca vietata ma, data la situazione delle vongole riscontrata nella analisi, ora il reato che potrebbe configurarsi è ben più grave. Si tratta infatti di attentato alla salute pubblica.

Secondo la guardia costiera, dietro al business di questi molluschi ci sarebbero le stesse persone che pescano illegalmente i datteri di mare a Sorrento.

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Francesca Biagioli

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