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Nove persone al pronto soccorso per aver mangiato tonno contaminato: sequestrate 4 tonnellate di pesce

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Proprio a ridosso della Giornata mondiale della sicurezza alimentare, che cade oggi 7 giugno, alcune persone sono state portate al pronto soccorso intossicate da pesce contaminato. Un caso sospetto anche all’Elba: in Toscana scatta l’allarme sanitario e il blocco di tutte le merci riferibili al lotto di tonno incriminato presso il centro di distribuzione fiorentino dei due locali coinvolti
 
Sequestrate 4 tonnellate di pescato a Livorno con più di 20mila euro di sanzioni e un commerciante denunciato nelle ispezioni della capitaneria di porto tra la provincia di Livorno, la Maremma e Prato. In più, sigilli a sei attrezzi da pesca ritenuti irregolari. Il sequestro è avvenuto alla luce di ben 113 ispezioni in cui sono stati contestati 16 illeciti.
 
Una serie di provvedimenti, insomma, che fanno seguito alla messa in allerta dell’Asl Toscana a partire dallo scorso 2 giugno, quando sono stati segnalati 8 casi di persone che a Firenze hanno accusato sintomi come nausea, vomito e episodi sincopali (perdita di conoscenza-svenimenti) e che per questo si sono recate al pronto soccorso dell’ospedale S.Giovanni di Dio e dell’ospedale di Santa Maria Nuova, riferendo tutti il consumo di tonno, in varie forme, in due diversi ristoranti. Dopo poche ore, anche una nona persona è andata al pronto soccorso con sintomi analoghi dopo aver mangiato sempre tonno in uno dei due ristoranti.
 
Le nove persone sono poi state tutte dimesse, ma resta un gravissimo caso di tonno contaminato.
 
Al momento – fanno sapere dalla Asl – non si hanno ipotesi attendibili circa il contaminante che possa aver causato l’episodio in considerazione anche della atipicità della sintomatologia riportata dalle persone coinvolte
Il tonno finito sotto esame, si spiega, non è in scatola: si tratta di tranci di prodotto fresco. Il centro di distribuzione presso il quale è stato effettuato il blocco sanitario del lotto di tonno coinvolto è un ingrosso che serve locali, non i singoli consumatori.
 

I casi precedenti

Già nel 2017 fece decisamente scandalo il tonno spagnolo con alti livelli di istamina che nel 2017 che causò 22 casi di sindrome sgombroide in tutta Europa, di cui 10 in Italia.

Mentre era nel 2018 che da una indagine di Altro Consumo su 36 filetti di tonno fresco acquistati in ristoranti, pescherie e al supermercato emerse che del tonno praticamente obeso era spacciato per pinne gialle (più pregiato e quindi più caro), nella maggior parte dei casi decongelato e in un caso con istamina alle stelle.

Cosa dobbiamo fare per difenderci

Se ci troviamo a un ristorante, molto poco. Dovremmo fidarci della bontà dei prodotti e della ottima gestione dei ristoranti, altrimenti desistiamo.  Se invece il tonno o il pesce in generale lo compriamo per mangiarlo a casa, esaminiamo attentamente le offerte eccessivamente allettanti.

Ricordiamoci che un colore troppo brillante non è necessariamente indice di freschezza, anzi. Per questo, al momento dell’acquisto, osserviamo molto attentamente il colore del tonno: se è rosso vivo come fosse un lampone, allora è stato trattato con il monossido. Stessa cosa per il pesce spada. Rimane più sicuro un filetto di colore più scuro e meno brillante, anche se gli occhi non sono d’accordo.

 
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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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