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Trovati frutti di bosco italiani contaminati, possono causare nausea, vomito e diarrea

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Frutti di bosco italiani contaminati dal norovirus, un agente patogeno che può causare gastroenteriti. A lanciare l’allarme è stato il Rasff dietro segnalazione del nostro Ministero della salute.

Le autorità sanitarie italiane hanno diffuso tramite il sistema di allerta europeo un avviso di sicurezza, in base al quale i frutti di bosco esportati dal nostro paese potrebbero risultare contaminati dal norovirus.

In particolare, secondo quanto si legge nell’avviso ne è stata riscontrata la presenza nei frutti di bosco congelati (more, ribes rosso, mirtilli) italiani. Nello specifico nella notifica numero 2020.5073 del 18/11/2020, sono stati segnalati i frutti di bosco surgelati in confezioni da 25 gr, analizzate il 06/10/2020.

Non si sa ancora molto su lotti e marchi, solo che riguarda prodotti italiani e che il paese coinvolto, oltre al nostro, è San Marino, almeno nel momento in cui scriviamo. Le autorità europee hanno segnalato che ne è stato disposto il richiamo quindi speriamo che non siano più in vendita nei nostri supermercati.

Come fare però a sapere di che prodotti si tratta, se li abbiamo già acquistati e conservati in freezer? Nel dubbio, se si è in possesso di frutti di bosco surgelati e in confezioni da 25 grammi è meglio evitare di consumarli al momento.

Cos’è il norovirus e perché è pericoloso per la salute umana

Noto come virus di Norwalk, dal nome della città dell’Ohio centro di un’epidemia di gastroenterite nel 1968, il norovirus causa infezioni gastrointestinali. Come spiega l’ISS, il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. I sintomi sono quelli comuni alle gastroenteriti, ossia nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea, crampi addominali, a volte accompagnati anche da una leggera febbre.

“La malattia non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni. Normalmente, l’unica misura è quella di assumere molti liquidi per compensare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea. In particolare, la disidratazione può rappresentare una complicazione più seria per i bambini, gli anziani e i soggetti con precario equilibrio metabolico o cardiocircolatorio, e può quindi richiedere una certa attenzione medica” prosegue l’Istituto Superiore di Sanità.

Si tratta di un virus altamente infettivo: bastano solo 10 particelle virali per dare vita a un’infezione.

“Data la loro persistenza nell’ambiente, che ne permette la replicazione e diffusione anche per due settimane dopo l’infezione iniziale, i norovirus sono difficili da controllare ed è quindi necessario applicare rigorose misure sanitarie per prevenirli e contenerli. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate”.

Non solo frutti di bosco. Le epidemie da norovirus sono spesso associate al consumo di frutti di mare crudi, insalate, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie.

Che fare per tutelarsi?

La regola d’oro è sempre la stessa:  lavarsi le mani molto bene prima di toccare i cibi e utilizzare solo cibi di provenienza certificata.

Fonti di riferimento: Rasff, Istituto Superiore di Sanità

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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