Cozze contaminate da batterio fecale E. coli: allarme in Italia

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Cozze contenenti Escherichia coli. Il Rasff, il sistema di allerta europeo rapido per la sicurezza alimentare, ha lanciato un nuovo allarme riguardante delle cozze vive contaminate da questo pericoloso batterio, destinate al mercato italiano.

Le cozze sono state importate dalla Spagna e potrebbero già essere state vendute nei supermercati, nelle pescherie e nei mercati da nord a sud. Purtroppo, al momento, non sono stati resi noti i lotti contaminati dal batterio.

L’allerta del Rasff, dalle analisi condotte il 7 marzo scorso, ha rilevato la presenza dell’Escherichia Coli. Da lì è scattato il richiamo.

Escherichia Coli è un batterio fecale pericoloso. Nelle acque destinate al consumo umanon ma anche in quelle adibite alla balneazione e in altri tipi di matrici (per es. alimenti, cosmetici) ne è prescritta l’assenza proprio perché è uno dei principali indicatori di contaminazione fecale.

Per questo, la sua presenza in un prodotto destinato al consumo umano viene immediatamente segnalata.

cozze ecoli

In realtà, gli Escherichia coli sono batteri presenti normalmente nel nostro intestino e in quello deglie animali. Tuttavia, oltre ai ceppi considerati innocui o addirittura utili per il corretto funzionamento del nostro corpo, ne esistono degli altri patogeni o che lo diventano in determinate condizioni). Questi ultimi possono provocare problemi gastrointestinali, diarrea o infezioni del tratto urinario (cistiti).

Il consumo di alimenti, in questo caso le cozze in cui ne è stata rilevata la presenza, esporrebbe dunque al rischio di contrarre queste infezioni.

Purtroppo, come già anticipato, non sono ancora stati resi noti i lotti di cozze spagnole contenenti il batterio. Vi consigliamo di evitarne il consumo, almeno fino a quando non si conosceranno.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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