tonno_fresco

Allerta alimentare. È allarme sulla presenza di istamina in alcuni lotti di tonno distribuiti dall’azienda andalusa Garciden anche in Italia, Germania e Portogallo. A lanciare l’allarme è il ministero della Sanità spagnola. Ecco tutti gli aggiornamenti.

Non un problema dunque legato solo alla Spagna. Negli ultimi giorni si sono registrati oltre 40 i casi di intossicazione dovuti proprio al tonno Garciden. Il ministero andaluso ha invitato i consumatori che hanno acquistato tonno fresco tra il 25 aprile e il 5 maggio, a non consumarlo.

Il motivo? Contiene troppa istamina. Sono in corso le indagini dell’Autorità della sicurezza alimentare spagnola (Aecosan) che ribadisce che allo stato attuale, il tonno rimane intossicato, anche se cucinato bene.

La istamina, infatti, resiste a tutti i processi termici e risultano inutili anche le alte temperatura. Tra le conseguenze dell’intossicazione ci sono sudore, nausea, vomito, cefalee ed irritazione alle gola.

Ricordiamo poi che l’elevata presenza di istamina può provocare la sindrome sgombroide che è dovuta alla cattiva conservazione o l’inadeguata trasformazione a livello industriale di alcuni tipi di pesce, tra cui appunto il tonno.

Attualmente le 40 persone presentano malesseri. La notizia è stata confermata dai quotidiani spagnoli, ma non c’è nessun pericolo di vita.

L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha dichiarato che l'intossicazione da istamina dei pesci è una malattia molto comune per questo genere di alimento, non individuabile facilmente dato che non è riconducibile a un cattivo odore del pesce o a un brutto suo aspetto.

Aggiornamento del 16 maggio 2017

È ancora allarme su alcune partire di tonno fresco arrivato anche in Italia e dal ministero della Salute arriva una nota ufficiale:

"Nel pomeriggio del 12 maggio 2017, è stato diramato dal Ministero della Salute Spagnolo AECOSAN (Agencia Española de Consumo Seguridad Alimentaria y Nutrición) un comunicato in cui viene riportata l’insorgenza di focolai di sindrome sgombroide che, ad oggi, avrebbero coinvolto 105 persone. Questa nuova comunicazione aggiorna le informazioni della notifica 2017.0587, in seguito alla quale le Autorità sanitarie italiane avevano già provveduto ad adottare i provvedimenti di competenza ponendo sotto sequestro le partite ricevute.

Come raccomandato dal Ministero della Salute Spagnolo AECOSAN nella nota sopracitata, considerando che dalle nuove informazioni ricevute il 12 maggio il tonno potrebbe comunque essere stato venduto allo stato sfuso in piccole quantità e in diversi formati nelle pescherie o in negozi che vendono al consumatore finale, si invita chi avesse acquistato tonno fresco, a partire dal 25 aprile 2017, a contattare gli esercizi di vendita dove lo hanno acquistato per verificare se trattasi del prodotto commercializzato dalla ditta spagnola (Garciden) e, in tal caso, a non consumarlo".

Dal ministero nessuna nota ufficiale, invece, di un possibile collegamento su quanto accaduto a Jesolo dove due fratelli sono finiti in ospedale venerdì scorso, per un'intossicazione alimentare dopo aver mangiato del tonno. 

 

Dominella Trunfio

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