Via la sorpresa dagli Happy Meal: incentiva l’obesità infantile

Happy_Meal

Lo abbiamo visto resistere impassibile al tempo che passa e uscire intatto dall’esperimento di chi ha provato a tenerlo chiuso per un anno dentro un cassetto. Ma l’Happy Meal di Mc Donald’s, per la gioia di tutti noi, sembra proprio che stia cominciando a perdere pezzi. E inizia proprio dalla sua simpatica sorpresa, vietata in una Contea della California con l’accusa di incentivare la diffusione del cibo spazzatura tra i più piccoli.

Succede a Santa Clara, a sud di San Francisco dove il consiglio dei supervisori ha messo al bando il giochino che caratterizza da sempre il menù per i bambini della nota catena di fast food americana con l’obiettivo, come spiega il capo della commissione Ken Yaeger al New York Times di “eliminare la connessione che c’è tra cibo poco sano e giocattoli“.

E così i ristoranti del giallo pagliaccio nella contea avranno 90 giorni di tempo per adeguarsi al provvedimento, abbinando, ad esempio i giocattoli a cibi più sani e meno calorici perché, come ci tiene a precisare Yeager, “L’ordinanza non è diretta contro i giochini in sé. Non sono questi a rendere i bambini obesi”. Il problema per le autorità della contea risiederebbe nel fatto che i bimbi scieglierebbero l’Happy Meal attratti quasi esclusivamente dal gadget che contiene. “Perché altrimenti dovrebbero volere un hamburger con le patatine fritte?” si chiedono i firmatari della legge. “È il gioco che vogliono”.

Con questa convinzione, dunque, che è stata dichiarata guerra agli Happy Meal, anche se la legge entrerà pienamente in vigore a partire da luglio 2010, necessitando ancora del voto definitivo previsto per maggio.

Nel frattempo però arriva secca la risposta del market leader di Mc Donald’s: “Siamo sconcertati dalla decisione, il nostro Happy Meal fornisce ai bambini degli elementi essenziali per la crescita, come zinco, ferro e calcio“.

Ma forse, documentari come Food Inc. o la battaglia sostenuta dalla stessa Michelle Obama contro i fast food cominciano ad attecchire nel tessuto sociale americano. Si prospettano tempi duri per Roland & Co.

Simona Falasca

Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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