Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

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Da un po’ di tempo avete notato la comparsa di sintomi come dolore addominale, gonfiore, diarrea ma anche stanchezza cronica o perdita di peso improvvisa? Questi potrebbero essere campanelli d’allarme della presenza di celiachia. Un semplice test di autovalutazione, da fare online in pochi minuti, vi può fornire una prima indicazione utile.

Ormai quasi tutti hanno sentito parlare di celiachia o conoscono qualcuno che, in seguito a questa diagnosi, ha dovuto eliminare completamente dalla sua alimentazione i cibi e le bevande che contengono glutine e, dopo averlo fatto, è completamente rinato.

Non è raro scoprire di essere celiaci in età adulta, in seguito alla comparsa di alcuni sintomi. I più frequenti sono ovviamente a carico del sistema gastro-intestinale ma non bisogna sottovalutare anche la presenza di stanchezza, anemia, mal di testa, attacchi d’ansia o perdita di peso improvvisa che, anche se apparentemente non c’entrano nulla, possono essere invece indice di celiachia.

Se avete una sintomatologia che non riuscite a spiegarvi, e vi è venuto il dubbio che sia proprio la celiachia o la sensibilità al glutine ad averla fatta comparire, potete iniziare il percorso che vi porterà a chiarire definitivamente la situazione da un semplice test offerto da Schär.

Bastano davvero pochi minuti per completarlo, online e in maniera del tutto anonima, specificando i sintomi che avete, eventuali problemi di salute già diagnosticati, se vi è familiarità con la celiachia e altro. Il risultato, naturalmente, dovrà poi essere confermato con l’aiuto di uno specialista che prescriverà tutte le analisi del caso per arrivare ad una diagnosi certa.

Le testimonianze di chi è celiaco o soffre di sensibilità al glutine

Se si sospetta la presenza di celiachia, potrebbe essere utile anche confrontarsi con le testimonianze di chi ha già scoperto di essere celiaco o sensibile al glutine. C’è chi fin da bambino ha avuto una chiara diagnosi e chi invece è riuscito a capire meglio il problema da affrontare solo dopo un lungo percorso ad ostacoli e andando un po’ per esclusione.

Le persone che già hanno avuto questa esperienza sono preziose non solo per conoscere i sintomi da tenere sotto controllo ma anche per prendere nota delle analisi da effettuare e avere consigli utili su come gestire al meglio la nuova situazione che si è presentata.

Schär ha raccolto diverse testimonianze tra cui quella di Simone che è un fisioterapista di 40 anni. La sua diagnosi è arrivata in tenera età, la mamma infatti si era accorta di una serie di problematiche del figlio già durante lo svezzamento. All’epoca (negli anni ’80) si conosceva molto poco di questa patologia e il percorso di Simone non è stato semplice, anzi lui lo definisce proprio una “gara in salita”. Fortunatamente, come lui stesso sottolinea:

“Oggi essere celiaci non è un problema! Perché ci sono molte più informazioni sulla malattia ed il mercato offre un’ampia varietà di prodotti buoni, in grado di soddisfare i gusti di ogni persona. La socialità non è più un problema; anche fuori casa si trovano molte proposte gluten free. In generale, mi sento di dire ad ogni nuovo diagnosticato di affrontare il tutto con grande serenità perché oggi è tutto più facile!”

Un’altra testimonianza interessante è quella di Carlotta, una giovane donna di Milano che è riuscita a giungere ad una diagnosi solo dopo molto tempo e superando tantissimi disagi dovuti al fatto che non si riusciva a capire l’origine del problema.

Come ha raccontato a Schär:

Non digerivo nulla, mi alzavo da tavola sempre con un senso di pienezza; avevo costantemente mal di stomaco, spesso avvertivo nausea, soffrivo di reflusso gastroesofageo e gastrite; nell’ultimo anno prima della diagnosi, i miei sintomi si sono aggravati: manifestavo anche dolori articolari ai polsi e alle mani, forti mal di testa, attacchi di vomito con febbre alta. Avevo perso molti chili e mi sentivo spesso debole”.

Una serie di problemi che erano diventati davvero invalidanti per lei e che ne compromettevano seriamente anche la vita sociale. Fortunatamente, dopo un percorso ad ostacoli e tanti tentativi, ora la vita di Carlotta è decisamente migliorata. Come? Dopo essere arrivati ad una diagnosi. Nel suo caso non si trattava di vera e propria celiachia ma di sensibilità al glutine, in grado però di causarle disturbi molto forti.

la sensibilità al glutine non celiaca è difficile da diagnosticare e viene diagnosticata per esclusione di altre patologie” ha spiegato Carlotta.

Anche lei, come Simone, oggi consiglia a chi deve ancora avere una diagnosi di perseguire l’obiettivo fino alla fine, armandosi di coraggio:

A chi si trova in una situazione come la mia pre-diagnosi, consiglio di non scoraggiarsi, di investigare a fondo, non tralasciando alcun particolare e rivolgendosi sempre a specialisti esperti. Inoltre, è essenziale svolgere esami specifici e non escludere il glutine autonomamente, altrimenti i risultati potrebbero essere falsati”.

Non sottovalutate dunque i vostri sintomi ma andate a fondo con l’aiuto di specialisti, solo così potrete veder cambiare in meglio la vostra vita.

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Schär

Celiachia o sensibilità al glutine? Come ottenere una corretta diagnosi

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