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I semi di cocomero sono un portentoso integratore naturale. Mangiali e non buttarli mai più

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Ormai è assodato: i semi di anguria si possono mangiare e fanno pure bene. Se non siete schizzinosi, insomma, o non avete tutta quella pazienza per togliere uno ad uno i neri chicchi dal cocomero di turno, sappiate che potete ingurgitarli insieme col succoso frutto e nulla succede! Anzi, sono in grado di tramutarsi in veri e propri integratori.

I semi dell’anguria, infatti, sono molto ricchi di fibre e antiossidanti. Per non parlare delle proteine: un etto di piccoli semi ne ha circa 35 grammi (più della stessa quantità di carne). Un apporto, quello proteico, che consente addirittura di ridurre l’impatto glicemico del frutto stesso e mangiarne così un po’ di più anche a fine pasto.

I semini sono inoltre ricchi di grassi poli-insaturi, utili per tenere a bada il colesterolo, il rischio cardiovascolare e l’iperattivazione del sistema immunitario. Ciò significa che potrebbero tornare utili per coloro che soffrono di allergie, asma o di autoimmunità.

Vitamine e sali minerali

I semi di anguria sono pieni anche di vitamine del gruppo B, che fanno bene al fegato, e di zinco, magnesio, manganese, fosforo, potassio, rame.

Contenendo ferro, inoltre, questo è facilmente assorbito se i semini vengono mangiati insieme alla polpa che, avendo a sua volta una buona quota di vitamina C, consentirà una rapida assimilazione proprio del ferro (se assunto con l’acido ascorbico, infatti, il ferro si assorbe rapidamente).

Insomma, i semi del cocomero vanno mangiati eccome! Certo, per alcuni può dar fastidio la presenza di quei piccoletti duri tra i denti… Se proprio non riuscite nemmeno a deglutirli ma non volete fare a meno di godere di tutte le loro proprietà, potreste tenerli da parte e lasciarli seccare, per poi sgranocchiarli proprio come tutti gli altri semi oppure cercare un estratto di semi di anguria.

Per altre mille idee, ecco qui 10 ricette per utilizzare i semi di anguria in cucina.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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