Scandalo Italcarni: carne infetta e animali torturati

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Scandalo Italcarni. La carne macellata aveva valori batteriologici 50 volte superiori al consentito e conteneva microrganismi pericolosi per la salute dell’uomo. Individuata anche la Salmonella. Per la Procura di Brescia il caso è molto grave.

La Procura di Brescia e i Nas di Cremona hanno svolto un’inchiesta che ha rivelato un vero e proprio scandalo sul traffico di farmaci veterinari illeciti e sul maltrattamento degli animali da allevamento. Le indagini hanno portato al sequestro del macello di Italcarni a Ghedi, in provincia di Brescia.

Nel registro degli indagati sono state segnalate sei persone tra i vertici dell’azienda e alcuni funzionari dell’ASL che non avrebbero effettuato i controlli. Dovranno rispondere di adulterazione di carne destinata all’alimentazione umana, falso in atto pubblico, contraffazione dei cibi e smaltimento illecito dei rifiuti. Numerose partite di carne verranno sottoposte al più presto ad accertamenti.

Dalle intercettazioni è emerso che gli animali venivano trasportarti su camion senza seguire le norme, che venivano bastonati per entrare all’interno della struttura e poi torturati e che alla vendita era destinata anche la carne di animali giunti già morti al macello di Ghedi.

Sono queste le conseguenze di un sistema di allevamento ultra-intensivo dove purtroppo l’illegalità risulta molto diffusa. La LAV sottolinea la gravità dei maltrattamenti genetici e farmacologici sugli animali, a cui le istituzioni dovrebbero porre fine al più presto.

I consumatori dovrebbero essere consapevoli del fatto che la carne è sottoposta a trattamenti medici e doping, con sostanze che finiscono nei loro piatti. Abbiamo dunque da un lato la questione etica del maltrattamento degli animali e dall’altra parte la necessità di tutelare la salute dei cittadini.

“È ora che le istituzioni e l’industria zootecnica chiariscano agli italiani come sono allevati questi animali che la loro carne è sottoposta a trattamenti medici e doping, che finiscono nei piatti dei cittadini con possibile pregiudizio anche per la salute umana” – ha dichiarato il vicepresidente della LAV Roberto Bennati.

Purtroppo secondo la LAV i controlli dei servizi veterinari delle ASL non bastano a tutelare i cittadini, dato che le violazioni avvenute al macello Italcarni non sono emerse attraverso di essi ma si è dovuti giungere ad un’indagine congiunta da parte della Procura e dei Nas. Gli attuali sistemi di controllo appaiono dunque inadeguati per la tutela degli animali e della salute dei cittadini.

Marta Albè

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