Fuori stagione e in buste di plastica: ecco i pomodorini che il Ministero sta distribuendo nelle scuole

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Che frutta e verdura facciano bene ai bambini è risaputo e per questo è stato attivato il programma ministeriale “Frutta e Verdura nelle scuole”, nell’ambito di una programmazione europea che intende incentivare la sana alimentazione. Peccato che a gennaio siano stati distribuiti nelle scuole pomodorini fuori-stagione, per di più confezionati in sacchetti di plastica usa e getta, nulla a che vedere, insomma, con i concetti di stagionalità, plastica zero, filiera corta.

La polemica è scattata dopo che alcuni bambini sono rientrati a casa con una busta, di plastica appunto, contenente 9 pomodorini ciliegini.

Una mamma ha commentato su facebook:

“Pomodoro ciliegino. A Gennaio. In comode ed ecologiche monoconfezioni di plastica. Educazione all’alimentazione, alla stagionalità e alla sostenibilità mode OFF.

In un altro post si legge:

“Condivido con voi l’orrore e lo sgomento nel trovare dentro lo zaino di mio figlio quello che vedete in foto. “Frutta e verdura nelle scuole” : lo chiamano programma di educazione alimentare. Invece di far capire ai bambini l’importanza di consumare prodotti di stagione, a km0, coltivati senza uso di sostanze chimiche, rispettando i tempi della natura, invece di educarli a fare scelte alimentari consapevoli, perché da questo dipende il nostro futuro, a scuola vince l’agricoltura industriale e gli propinano questo. Pomodori ciliegino, a gennaio, provenienti dall’Emilia Romagna, confezionati in buste di plastica, con tanto di dicitura “per il consumo aspettare qualche secondo dopo l’apertura” (!!), facilmente leggibile da bambini di prima e seconda elementare se dotati di lente di ingrandimento. (!!!!)”

E prosegue:

“Mi piacerebbe sapere di chi è questa geniale idea e quali accordi economici ci sono dietro iniziative del genere. Frutta e verdura fanno bene certo, soprattutto ai grandi che controllano il mercato. #agroindustria #fruttaeverduranellescuole. L’ESORTISTA – tira fuori l’orto che è in te”

La distribuzione di questi prodotti nelle scuole è gestita dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, a cui Greenpeace ha chiesto spiegazioni.

Il programma fa infatti riferimento sia alla stagionalità che alla territorialità e nel biennio 2017-2018, ha portato all’Italia oltre 21 milioni di euro di fondi europei, che come sottolinea Greenpeace, potrebbero essere usati con maggiore attenzione “in termini di sostenibilità, potenziando anche gli interventi educativi nelle scuole”. Perché se “è bene investire denaro pubblico nel sostegno dell’agricoltura e nell’educazione alimentare“, aggiunge Greenpeace, “è necessario che tali investimenti siano coerenti con le politiche di difesa dell’ambiente e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.”

Greenpeace teme che la scarsa attenzione dimostrata dalle istituzioni verso gli impatti ambientali legati alla filiera agroalimentare, per di più proprio nell’ambito di un programma educativo, rispecchi una scarsa attenzione generale, che decisamente non ci possiamo più permettere:

“Quando la Ministra Bellanova parla di sostenibilità, ha in mente i pomodorini distribuiti fuori stagione in una bustina di plastica, o temi come la filiera corta, la stagionalità, la riduzione della produzione intensiva di carne?”

Fra l’altro greenme.it aveva lanciato, anni fa, una campagna social intitolata #svestilafrutta proprio contro l’abuso degli imballaggi in plastica, e ora il problema si ripresenta, peggiorato dal fatto che questi pomodorini sono pure fuori stagione.

Speriamo che il Ministero se ne renda conto e intervenga al più presto!

FONTI: Greenpeace/Facebook

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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