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Stoviglie in bambù bandite in Svizzera: “possono rilasciare formaldeide e melamina nel cibo”

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Piatti, bicchieri e stoviglie in bambù sono spesso presentati come una valida alternativa ecologica alla plastica. Ma è davvero così? La Svizzera si aggiunge ai paesi che ritiene questi prodotti poco sicuri e perciò si appresta a ritirarli dagli scaffali.

Le stoviglie in bambù sono state  lanciate sul mercato ormai già da qualche anno. Sappiamo infatti che è più che mai importante ridurre l’utilizzo di plastica trovando valide alternative. Ma il bambù può essere davvero una di queste?

Nonostante siano “biodegradabili” e talvolta sulle loro confezioni vi sia scritto “naturali al 100%”, questi contenitori potrebbero in realtà esporci ad alcuni rischi.

A rilanciare questo argomento spinoso è stata la Radio Télévision Suisse (RTS) rendendo noto che, presto, questi prodotti potrebbero non trovarsi più in vendita, almeno in Svizzera.

L’Ufficio federale per la sicurezza alimentare e gli affari veterinari (USAV), considera infatti i contenitori per alimenti in bambù non conformi e non commerciabili. Un parere che non si discosta di molto da quello di altri paesi che già li hanno ritirati dalla vendita. Tra questi vi sono Austria, Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

Come ha spiegato  Didier Ortelli, chimico del cantone di Ginevra:

“Non è bambù al 100%. C’è anche una grande quantità di resina, che darà la struttura dell’oggetto. E questa resina polimerica plastica è composta da melamina e formaldeide“.

Un problema di cui erano stati avvertiti anche i consumatori italiani. Un’analisi su 14 prodotti in bambù effettuata da Altroconsumo aveva notato proprio un pericoloso rilascio di formaldeide e melamina.

Leggi anche: Stoviglie in bambù, per Altroconsumo non sono green, né sicure: potrebbero rilasciare formaldeide e melamina

Migrazione di prodotti tossici nel cibo

Il problema di queste stoviglie sarebbe dunque la possibile migrazione di prodotti tossici. Ma come mai avviene?

Bisogna partire proprio dalla realizzazione di queste stoviglie. Il bambù utilizzato è sotto forma di fibre e polvere e queste, per poter essere unite insieme formando la posata o il piatto, hanno bisogno dell’aggiunta di un altro materiale. A questo scopo viene spesso utilizzata una resina di melammina-formaldeide.

Negli ultimi anni, il sistema europeo di allarme rapido per i prodotti alimentari ha registrato numerose notifiche relative a questi prodotti. Il problema nei casi segnalati era proprio l’eccessiva migrazione di melamina e formaldeide, due sostanze tossiche, finite dalle stoviglie agli alimenti.

Ricordiamo che la formaldeide irrita le mucose e può portare a infiammazioni allo stomaco. Inoltre, si sospetta che tale sostanza possa provocare il cancro. La melamina invece può essere tossica per i reni.

Da qui la decisione di ritirare dal mercato le stoviglie in bambù, già attuato nei paesi sopra elencati.

A questi si sta per aggiungere anche la Svizzera dove, come nel resto dell’Europa, sono fissati dei limiti per la migrazione di sostanze al cibo. Relativamente a melamina e formaldeide si parla rispettivamente di 2,5 mg / kg  e 15 mg / kg.

Negli ultimi anni, le autorità cantonali svizzere hanno effettuato diversi controlli riscontrando limiti superiori a quelli fissati dall’Ue. Martedì il cantone di Ginevra ha pubblicato i suoi risultati più recenti: quattro prodotti testati su dieci rilasciano una quantità eccessiva di queste due sostanze e il calore è un fattore aggravante come ha spiegato Didier Ortelli:

“Questi oggetti non sono fatti per essere riscaldati perché il calore favorirà la migrazione di melamina e formaldeide nel cibo. Abbiamo anche scoperto che, rispetto agli oggetti che sono al 100% di plastica, la presenza della fibra di bambù sembra favorire la migrazione”. 

In seguito a questi risultati, l’Ufficio federale per la sicurezza alimentare e gli affari veterinari ha dichiarato che le materie plastiche contenenti bambù destinate al contatto con gli alimenti non sono commerciabili e conformi e per questo sta esaminando i termini per bandirle dal mercato svizzero.

Gli esperti svizzeri raccomandano a chi utilizza stoviglie in bambù di seguire rigorosamente le indicazioni d’uso specificate dai produttori e ricordano che:

“Il riscaldamento, l’uso del microonde o il tempo di contatto prolungato con gli alimenti non sono raccomandati perché questo favorisce la migrazione di contaminanti negli alimenti” 

Si sconsiglia inoltre di utilizzare bicchieri o tazze in bambù per bere cibi molto caldi, come ad esempio il tè.  

Fonte: RTS CH / Ufficio federale per la sicurezza alimentare

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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