Le padelle antiaderenti sono sicure?

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Le padelle antiaderenti sono sicure? Questa è una domanda che prima o poi tutte le persone attente alla propria salute si sono poste. Cerchiamo di fare chiarezza.

Per evitare che i cibi si attacchino e si compiano per questo dei veri e propri disastri culinari sono diventate di uso comune le padelle antiaderenti. Si discute però spesso (e ormai da anni) in merito ad alcuni componenti con cui sono realizzate che pongono non pochi dubbi sulla sicurezza di questi utensili.

Teflon e PFOA (acido perfluoroottanoico)

“Di solito quando le persone chiedono informazioni sulla sicurezza delle loro pentole antiaderenti, parlano di teflon” ha dichiarato a Live Science Suzanne Fenton, un’endocrinologa riproduttiva presso il National Institutes of Environmental Health Sciences nel North Carolina.

Il teflon, conosciuto anche come politetrafluoroetilene (PTFE), è una plastica trasparente che viene utilizzata per rivestire pentole e padelle di metallo, dando loro una superficie cerosa e facile da pulire. Per decenni gli scienziati hanno discusso se sia sicuro o meno per cucinare.

Gli esperti tendono a concordare sul fatto che il teflon di per sé non sia un problema. Il rivestimento è considerato non tossico, ma la preoccupazione  subentra nel momento in cui la padella diventa troppo calda.

“Quando le pentole si surriscaldano, il rivestimento in PTFE inizia a disintegrarsi”, ha dichiarato la dottoressa Fenton.

Di particolare interesse è poi se vi sia o meno, nella composizione della padella, la presenza di acido perfluoroottanoico (PFOA), una delle sostanze chimiche che viene rilasciata nel momento in cui questi utensili si riscaldano. L’esposizione a lungo termine al PFOA è collegata a una serie di spiacevoli condizioni che vanno dal cancro a malattie della tiroide.

Sul sito dell’Airc in merito alle padelle antiaderenti si legge:

“Il rivestimento antiaderente dei tegami non è associato di per sé a un aumento del rischio di ammalarsi di cancro o di avere particolari problemi di salute, almeno quando la cottura avviene senza che si raggiungano temperature troppo elevate e mantenendo integra la superficie. La potenziale pericolosità dei tegami antiaderenti è legata alla presenza – sempre più rara nei prodotti moderni – dell’acido perfluoroottanoico (PFOA), utilizzato in alcuni processi di preparazione del prodotto finale. Il PFOA è classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro in classe 2B (possibilmente cancerogeno per l’uomo).”

Non tutti i ricercatori sono convinti che le persone debbano realmente preoccuparsi del teflon. Alcuni sottolineano che nessuno studio ha analizzato in modo specifico gli effetti a lungo termine delle padelle in teflon sugli esseri umani. La gran parte degli studi, infatti, si concentrano sugli effetti sulla salute dei sottoprodotti chimici del teflon, come appunto il PFOA, che proviene però da casi di esposizione ambientale, come l’acqua potabile o all’interno delle fabbriche, dove i livelli di esposizione sono molto più alti di quelli che si possono raggiungere utilizzando le pentole antiaderenti.

“In generale, le padelle antiaderenti non sono pericolose”, ha dichiarato Kyle Steenland, professore di salute ambientale presso la Emory University di Atlanta.

Alcuni scienziati sostengono che le persone non cucinano a temperature sufficientemente elevate per far avvenire reazioni chimiche pericolose, ma alcune ricerche invece suggeriscono che le pentole possono facilmente raggiungere una temperatura abbastanza elevata da disintegrare il teflon.

Un gruppo di ricercatori canadesi ha pubblicato nel 2001 uno studio sulla rivista Nature, in cui il teflon si è rotto a 680 gradi Fahrenheit (360 gradi Celsius). Una padella rivestita in teflon può raggiungere 750 F (399 C) se lasciata per otto minuti a fuoco alto su un fornello, secondo un articolo del 2017 pubblicato su Environmental Science and Pollution Research.

E anche a temperature più basse, il rivestimento in teflon si può rompere con l’utilizzo nel tempo secondo un articolo pubblicato sulla rivista Polymer Degradation and Stability. Se riscaldi costantemente la padella a 260 F (127 C; la temperatura alla quale cuociamo la bistecca), la padella dovrebbe durare circa 2-3 anni e non di più, secondo lo studio pubblicato su Nature.

Prendersi cura delle proprie padelle antiaderenti, utilizzarle a fuoco medio basso, non servirsi di utensili che graffiano e cambiarle ogni volta che si rovinano sono indubbiamente consigli utili a garantirsi una cucina più sana. Ma, in alcuni casi, è meglio abbandonare del tutto le padelle in teflon, per sicurezza, ha aggiunto Fenton. Questo è valido in particolare per le donne incinte, che allattano o per chi ha bambini piccoli in casa.

Il PFOA in particolare è legato proprio a problemi nello sviluppo dei bambini. Questo perché è considerato un interferente endocrino, inoltre la sostanza è associata ad obesità, diabete, scarsa qualità dello sperma e cicli mestruali irregolari.

L’Airc sottolinea che:

“Pentole e padelle con rivestimento antiaderente, soprattutto quelle più moderne realizzate nel rispetto delle normative vigenti, non sono pericolose per la salute, a patto che vengano utilizzate in modo adeguato”.

Se non siamo sicuri di fare questo, però, e nelle condizioni sopra indicate dalla dottoressa Fenton, è sempre bene modificare le proprie opzioni in cucina.

Fortunatamente, in commercio c’è una vasta gamma di altre possibilità per coloro che vogliono evitare questi materiali. Cercate dunque pentole e padelle antiaderenti teflon e PFOA Free oppure scegliete altro. (Nel seguente articolo vi avevamo elencato alcune opzioni: 10 alternative alle comuni padelle e pentole antiaderenti

Fonte: Live Science / Airc

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
ABenergie

Gas Green: quando il tuo gas compensa la C02 piantando alberi in Italia e nel mondo

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

ABenergie

Smart working: come scegliere il tuo gestore di energia ora che lavori da casa

Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

ABenergie

Quando la tua tariffa di luce e gas ti fa risparmiare e pianta gli alberi

Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook