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Cos’è l’ossido di etilene, in quali cibi si trova e perché mette a rischio la nostra salute

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Lo scandalo è ormai globale e sono settimane, ormai, che anche in Italia vengono ritirati continuamente prodotti dagli scaffali: dagli integratori alla pasta, passando per gelati, fette biscottate e yogurt. Tutti contaminati da ossido di etilene. Ma di cosa si tratta? E perché è pericoloso?

Detto anche ossirano, è un composto organico semplice e per ottenerlo bisogna ossidare dell’etilene. Altro non è che un pesticida, tra l’altro vietato in Unione europea dal 1991 e come biocida dal 2011, ma che è ancora largamente impiegato in molti Paesi del mondo. A causa della sua tossicità, con un dosaggio alto e continuato diventerebbe di fatto cancerogeno.

E allora come è arrivato l’ossido di etilene in Italia? È da settembre 2020 che i consumatori hanno iniziato a conoscere l’ossido di etilene e, stando alla Commissione europea, la contaminazione sarebbe stata causata da diversi lotti di semi di sesamo provenienti dall’India, dove il trattamento con questo pesticida è ancora legale.

Da qui sarebbe poi arrivato ai gelati che contengono farina di semi di carruba e gomma di guar.

Leggi anche: Sesamo contaminato dai pesticidi: ecco perché l’India ha abusato dell’ossido di etilene

Cos’è l’ossido di etilene

L’ossido di etilene è un disinfettante gassoso utilizzato per prevenire la crescita di muffe e per prevenire la salmonella. Il bello è che è vietato all’interno dell’Unione europea, ma non basta. La sostanza uccide batteri, muffe, funghi ed insetti, per questo viene utilizzato in campo alimentare come sterilizzante in alternativa alla pastorizzazione per quei prodotti termolabili che verrebbero danneggiati dal calore e per questo ce lo ritroviamo  nel cibo.

Subito dopo le prime allerte registrate in Belgio e in Francia, molti operatori in India sono stati bloccati per aver esportato del sesamo contaminato. Nei Paesi al di fuori dell’Europa ci sono di fatto normative meno rigorose e l’uso massiccio dell’ossido di etilene è anzi alla luce del sole. A riprova, in rete si trovano centinaia di annunci che offrono sterilizzatori ad ossido di etilene, contro il calore o l’umidità sui semi di sesamo.

Da allora, soltanto qui in Italia sono stati richiamati dal mercato oltre 200 prodotti perché contenevano ossido di etilene oltre i limiti consentiti dalle legge (0,05 mg/kg per i semi di sesamo, ma tutti i valori sono nel Regolamento Ue 396/2005). E non solo:  lo scandalo ossido di etilene, dal 17 giugno scorso due nuovi ingredienti, la gomma di guar e la farina di carrube, risultano contaminati dalla stessa sostanza.

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Perché l’ossido di etilene è pericoloso per la salute?

Già nel 1994 lo IARC ha classificato l’ossido di etilene come agente cancerogeno e mutageno per l’uomo.

Nel Regolamento di attuazione europeo del 22 ottobre 2020 si legge inoltre:

Tali livelli di contaminazione rappresentano un grave rischio per la salute umana nell’Unione perché l’ossido di etilene è classificato come mutageno di categoria 1B, cancerogeno di categoria 1B e tossico per la riproduzione di categoria 1B.

E allora cosa accade a chi ingerisce alimenti con ossido di etilene oltre i limiti? A questa domanda ha risposto Afsca, l’Agenzia federale belga per la sicurezza della catena alimentare, secondo cui il pericolo maggiore è il rischio cronico potenziale. Vale a dire che se una persona dovesse consumare ogni giorno, per tutta la vita, una grande quantità del prodotto contaminato ci sarebbero delle conseguenze per la sua salute.

Dove è più facile trovare l’ossido di etilene?

Problema assai complicato e articolato, perché non è così intuitivo capire come trovare i cibi che contengano tracce di ossido di etilene. È una questione così complessa che in uno dei casi relativo a un ingrediente in arrivo dalla Turchia usato per gelati poi prodotti in Spagna, l’Unione europea ha stabilito che

non essendo possibile definire un livello di esposizione sicuro per i consumatori e qualsiasi livello cui i consumatori possono essere esposti presenta un rischio potenziale […] è necessario che gli operatori del settore alimentare che hanno immesso questi prodotti sul mercato li ritirino o li richiamino.

L’Unione europea ha riportato una raccomandazione relativa all’additivo E410, “notoriamente contaminato con ossido di etilene”: si riferisce alla farina di semi di carrube, che ha di prassi un contenuto di ossido di etilene superiore al limite massimo ed è spesso usata come addensante e stabilizzante in gelati confezionati, confetture, insaccati e dolcificanti. Spesso e insieme con la gomma di guar (il codice qui è E412), ritenuta “ad elevato rischio di contaminazione”.

Leggi anche: Non solo semi di sesamo, il pesticida tossico potrebbe aver contaminato anche curcuma, cumino, scalogno e altri alimenti

La lista dei cibi contaminati

Ecco i cibi finora potenzialmente contaminati da ossido di etilene:

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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