Obesi? È anche colpa di alcune sostanze chimiche

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Obesi si nasce. Ma non è solo colpa della famosa “costituzione”, cui ogni tanto ci appelliamo per giustificare i chili di troppo. Obesi potremmo esserlo dalla nascita non per colpa nostra, ma causa di alcune sostanze chimiche presenti nelle plastiche e utilizzate anche dall’industria cosmetica, che non solo favoriscono la tendenza all’obesità, ma ci spingono anche tra le braccia del diabete.

A denunciarlo è stato un documentario in anteprima oggi su CBC TV. Diretto da Bruce Mohun, scritto da Bruce Mohun e Slinger Helen e prodotto da Sue Ridout, Slinger Elena e Sara Darling, Programmed to be Fat? (Prohgrammato per essere grasso?) evidenzia come alla base del sovrappeso non vi siano soltanto le solite cause, che conosciamo bene, ossia l’eccesso di cibo, la scarsa attività fisica e una certa predisposizione genetica, che pure hanno un loro ruolo.

L’esposizione alle sostanze chimiche presenti nell’ambiente come il bisfenolo A, ma anche pesticidi ed erbicidi (se assorbiti durante lo sviluppo fetale), potrebbe cambiare per sempre la nostra fisiologia.

E tale assunto, secondo gli scienziati che si sono occupati della vicenda, potrebbe bastare a spiegare le statistiche allarmanti sull’obesità, soprattutto su quella infantile. Il numero di bambini in sovrappeso è aumentato del 74% in soli 20 anni.

In particolare, ad occuparsi della vicenda è stato il professor Bruce Blumberg dell’University of California. In un suo studio, pubblicato lo scorso anno, Blumberg ha messo in risalto come l’assorbimento di tali sostanze chimiche prima della nascita modifichi il nostro metabolismo e lo riprogrammi, coniando anche il termine “obesogens”, per descrivere i prodotti chimici il cui assorbimento favorisce un brutale aumento di peso.

Ma perché tali sostanze inducono all’obesità? Secondo gli esperti, esse andrebbero ad alterare i nostri ormoni provocando una maggiore produzione di cellule di grasso nel nostro organismo e permettendo a quelli esistenti di “ingrandirsi”.

Di particolare interesse per Blumburg è l’esposizione prenatale, dove le obesogens possono danneggiare irreparabilmente la salute del nascituro lasciandogli in eredità per tutta la vita la tendenza ad accumulare il grasso.

Ma attenzione. Non bisogna dimenticare che anche i fattori di rischio già citati inducono all’obesità. L’aumento del consumo di junk food, il cibo spazzatura, non è di certo irrilevante.

La realtà è che stanno accadendo entrambe le cose” ha detto Blumberg. “Siamo esposti agli obesogens e nel frattempo mangiamo cibo cattivo. Quindi è un doppio impatto. Negli Stati Uniti stiamo tagliando i grassi ma l’obesità è raddoppiata. Stiamo facendo quello che dovremmo fare ma siamo sempre più grassi”.

Negli Stati Uniti, una serie di strategie del governo sull’obesità negli ultimi due anni hanno riconosciuto la necessità di fare più ricerca sugli obesogens e sulla sovra-esposizione alle sostanze chimiche.

Intanto, non dimentichiamo che una sana alimentazione e un po’ di moto non fanno male. In attesa di saperne di più, non rimaniamo sul divano a mangiucchiare le patatine.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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