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Manca il pollo e la catena di fast food chiude 45 ristoranti nel Regno Unito

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Nando’s è stato costretto a chiudere dozzine di ristoranti nel Regno Unito a causa della carenza del caratteristico pollo peri peri dovuta a sua volta alla mancanza di lavoratori

Non ci sono lavoratori e quindi non c’è la possibilità di reperire del pollo. E così, nel Regno Unito, Nando’s – la famosa catena di fast food sudafricana specializzata nel caratteristico pollo “peri peri” alla griglia – ha almeno temporaneamente chiuso molti ristoranti.

Circa 45 punti vendita hanno infatti abbassato le saracinesche in Inghilterra, Scozia e Galles. Nando’s diviene così l’ultima di una serie di aziende britanniche a vedere la propria catena di approvvigionamento messa a dura prova dalla carenza di lavoratori. Il portavoce ha affermato che il collo di bottiglia principale è stato nei distributori di polli del Regno Unito, che nelle ultime settimane hanno avvertito che la Brexit e la pandemia di coronavirus hanno creato una “tempesta perfetta” che sta limitando di fatto la produzione.

L’industria alimentare del Regno Unito ha subito interruzioni nella sua catena di approvvigionamento nelle ultime settimane a causa della carenza di personale e alcuni dei nostri ristoranti sono stati colpiti, ha affermato Nando’s in una nota.

Molti produttori e ristoranti del Regno Unito hanno faticato a reclutare lavoratori durante la pandemia, mettendo a dura prova le catene di approvvigionamento già esasperate dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea (il mese scorso Sky News ha riferito che il Regno Unito era a corto, per esempio, di circa 100mila camionisti).

Negli ultimi mesi, la carenza di lavoratori è stata esacerbata dalle norme del Regno Unito che richiedono alle persone di isolarsi se entrano in contatto con qualcuno che è stato infettato dal coronavirus, dando vita a quella che è stata definita pingdemia: il tracciamento dei contagi in UK sembrerebbe falsato a causa di un errore di sistema, per cui l’app preposta all’invio di avvisi di autoisolamento per chi ha avuto contatti con un positivo, manderebbe delle notifiche (inglese, ping) anche erroneamente. Il crescente numero di  ping errati ha permesso di coniare la pingdemia.

Sarà pure pandemia e sarà pure Brexit. E se da un lato la chiusura di un fast food può far sperare in un ritorno al locale, a una cucina non globalizzata e all’addio di allevamenti intensivi per produrre sempre di più, dall’altro il discorso si fa necessariamente ben più ampio e articolato se si pensa alle centinaia di dipendenti che meritano i giusti diritti e che in questo momento hanno solo visto chiudersi 45 punti di lavoro.

Fonte: CNN

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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