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La riscoperta dei lupini, superfood dimenticati! La ricerca che conferma le eccezionali proprietà nutrizionali

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I lupini contengono circa il 40% di proteine ​​e, secondo la scienza, hanno le caratteristiche nutrizionali per divenire un superalimento

Il lupino è ricco di proteine ​​rispetto a qualsiasi altro legume e offre una miriade di altri benefici nutrizionali; ci sono molte ragioni per cui dovrebbe essere più conosciuto e consumato non solo come snack da happy hour. Il motivo? I lupini contengono circa il 40% di proteine, e questo è solo uno dei motivi per cui gli scienziati della Edith Cowan University (ECU) di Perth, nell’Australia occidentale, vedono in questo piccolo alimento un enorme potenziale. (Leggi anche: 10 buoni motivi per mangiare una manciata di olive o lupini ogni giorno)

Lupini: origine e produzione

L’Australia occidentale è il principale produttore mondiale di lupini; sono anche coltivati ​​in Europa orientale, Sud Africa e Stati Uniti, principalmente come mangime per animali o sovescio, ossia un raccolto che migliora la qualità del suolo. Questo legume, però, è altamente proteico e secondo la ricerca potrebbe svolgere un ruolo importante nel soddisfare il fabbisogno proteico mondiale; entro il 2050, infatti, si prevede che il mondo affronterà un gap proteico di circa il 46% e avrà bisogno del 70% in più di cibo.

Oggi la dieta globale è estremamente ristretta: solo cinque animali e 12 piante forniscono il 75% delle calorie mondiali. Per produrre cibo a sufficienza per il futuro, quindi, per i ricercatori dovremo ampliare il nostro raggio d’azione.

Un altro fattore che rende il lupino unico tra i legumi è che esistono varietà autoctone su entrambe le sponde dell’Atlantico. L’Europa meridionale ha dato origine ai lupini bianchi, gialli e a foglia stretta o blu (Lupinus albus, luteus e angustifolius); le Ande hanno dato origine al tarwi (Lupinus mutabilis). (Leggi anche: Tarwi: storia, proprietà e benefici del lupino delle Ande peruviane)

I greci e i romani consideravano i lupini come cibo per gli animali o solo per le persone più povere, il che ha contribuito a spingere questo fagiolo ai margini culinari. Nell’attuale Bolivia e Perù, i lupini vengono arrostiti e macinati in farina, aggiunti a zuppe, stufati, pasta, creme e pane; in Italia, invece, sono ancora poco usati nelle ricette, infatti, per lo più si trovano alle fiere o ai festival oppure ai bar serviti come snack da aperitivo.

Lupini: proprietà e benefici

Questo futuro superfood ha molte proprietà e benefici: 

  • può combattere le malattie cardiache
  • può ridurre i livelli di glucosio nel sangue, ideale in caso di diabete
  • è in grado di ridurre l’infiammazione nel corpo
  • è ricco di fibre e proteine, ma povero di carboidrati; per tale ragione è perfetto da assumere in caso di dieta ipocalorica, perché la quantità di fibre aiuta ad aumentare il senso di sazietà anche se assunti in piccole quantità

Inoltre, una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Food Chemistry ha come obiettivo quello di analizzare da vicino le proprietà e il carico proteico di questo futuro superfood.

Varietà di lupino

Varietà come il lupino bianco, molto diffuso in Canada, prima di essere consumato deve essere bollito e lavato non solo per poche ore, ma per circa una settimana cambiando spesso l’acqua. Il motivo? Occorre eliminare gli alcaloidi amari e rendere commestibile il fagiolo. In Australia, invece, i coltivatori preferiscono la varietà a foglia stretta, che è più dolce e non ha le note amare associate ad altri tipi di lupini; inoltre, il lupino dolce australiano non richiede lo stesso tipo di ammollo e fermentazione.

I lupini, quindi, sono ancora poco usati e conosciuti in cucina; vengono comunemente utilizzati per aumentare le proteine ​​nei prodotti a base vegetale, prodotti da forno, prodotti senza glutine e pasta, ma secondo i ricercatori questo alimento ha molte altre possibilità, non solo negli alimenti, perché potrebbe essere impiegato anche nei prodotti farmaceutici e nutraceutici. La strada da fare è ancora molto lunga prima che i lupini diventino popolari, come la soia o le lenticchie, ma siamo sulla via giusta.

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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