Lapsana: tutte le proprietà e come riconoscerla

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La Lapsana (Lapsana communis) è una pianta selvatica comunemente chiamata anche gallina grassa o lassana. Nota per le sue proprietà depurative ed emollienti, la Lapsana, dal sapore amarognolo simile a quello del Tarassaco, viene in genere utilizzata – sia cotta che cruda – nelle misticanze di verdure, ma anche in preparati erboristici.

Proprietà della Lapsana

Il nome deriva dal greco Lapazein, e dal latino lampsana,che significa purgare, in attinenza proprio alle sue caratteristiche. Non è un caso, infatti, che la Lapsana sia molto utilizzata soprattutto contro la stitichezza.

E non solo: in erboristeria la Lapsana si usa, in pomata o in cataplasma, anche per curare gli ingorghi infiammatori delle mammelle delle donne in allattamento (la Lapsana è anche detta “erba delle mammelle“) e per guarire le screpolature o come cicatrizzante.

In più, la lassana è impiegata anche come estratto fluido per abbassare il tasso di zucchero nel sangue e quindi contro il diabete.

Andar per campi: come riconoscere la pianta di Lapsana

La Lapsana communis si trova facilmente nei campi del nostro Paese. La si scova soprattutto nelle zone umide e ombrose e cresce anche incolta (da maggio a ottobre) lungo i muri e negli orti. I fiori sono gialli, le foglie dentate e il fusto è esile ed eretto, ramificato nella parte superiore.

Se andate in giro alla ricerca di Lapsana o di qualsiasi altra erba officinale infestante, tenete a mente 7 semplici regole:

1. Non raccogliete niente che non conoscete oppure fatevi accompagnare da qualcuno che conosca bene il mondo delle erbe

2. Evitate di raccogliere erbe sui bordi delle strade trafficate, in zone vicine a fonti di inquinamento (come canali di scolo, zone adibite a sversamento di liquami, allevamenti animali, discariche…) e in parchi frequentati da animali

3. Non raccogliete le erbe in campi sottoposti a trattamenti chimici

4. Se le piante vi sembrano malate o ammuffite, non prendetele

5. Ricordate che nelle aree protette è vietata la raccolta!

6. Non estirpate l’intera pianta! Quello che vi serve è giusto un po’, per il resto lasciate che continui a vivere in santa pace…

7. Una volta raccolte, ricordate che le piante selvatiche vanno sempre rigorosamente pulite!

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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