Kellogg’s eliminerà completamente il glifosato dai suoi cereali entro 5 anni

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Kellogg’s, la nota azienda produttrice di cereali annuncia che, entro la fine del 2025, eliminerà gradualmente l’uso del glifosato come agente essiccante pre-raccolta nella sua catena di approvvigionamento di grano e avena nei suoi principali mercati, compresi gli Stati Uniti.

In questi giorni, l’EPA americana ha salvato nuovamente il glifosato stabilendo che non risulta cancerogeno se usato correttamente. Diversamente la pensa l’Organizzazione mondiale della Sanità e diversi studi indipendenti, senza dimenticare che la Bayer che ha acquisito la Monsanto, azienda leader del glifosato è stata costretta a risarcire 289 milioni di dollari al giardiniere Lee Johnson colpito da un linfoma non Hodgkin e in una seconda sentenza, 80milioni di dollari ad Edwin Hardeman di 70 anni, l’uomo che per anni aveva usato i prodotti Roundup per trattare la quercia velenosa e la crescita eccessiva di erbacce sulla sua proprietà.

Il glifosato viene usato negli Stati Uniti da circa 40 anni sia spruzzato nelle colture come erbicida che utilizzato come essicante prima della raccolta (cosa vietata in Europa).

“Kellogg’s non possiede né gestisce aziende agricole, ma ci stiamo impegnando con i nostri fornitori sul piano dell’uso dei pesticidi. Molti consumatori ci chiedono del glifosato come agente essiccante usato poche settimane prima del raccolto, in particolare su grano e avena. Questa pratica viene praticata da alcuni agricoltori in determinate circostanze”, spiega Kellogg’s a Food Business News.

L’azienda dei cereali promette adesso di eliminare gradualmente il glifosato come essiccante pre-raccolta nella sua catena di approvvigionamento entro la fine del 2025. I suoi mercati principali oltre gli Stati Uniti sono Australia, Gran Bretagna, Canada, Francia e Messico, ma i prodotti vengono venduti anche in tutta l’Europa, compresa l’Italia.

“Apprezziamo Kellogg’s per aver preso questa decisione e di affrontare seriamente i rischi rappresentati dal glifosato”, spiega il gruppo di lavoro ambientale EWG e continua: “non sorprende che i consumatori non desiderino il controverso diserbante nei loro cereali”.

Nel 2018 e 2019, l’EWG ha commissionato tre cicli di test di laboratorio su cereali e altri alimenti venduti da Kellogg’s, General Mills e Quaker, e ha trovato il glifosato in 43 su 45 campioni di alimenti per la colazione realizzati con avena coltivata in modo convenzionale.

Tre quarti dei 43 campioni positivi contenevano glifosato a livelli superiori rispetto al limite consentito. Nello specifico, c’erano livelli di glifosato superiori (160 ppb o più) a quelli che gli scienziati dell’EWG considerano sicuri per la salute dei bambini. Anche un terzo dei 16 campioni realizzati con avena da agricoltura biologica conteneva il glifosato, in concentrazioni da 10 ppb a 30 ppb. Speriamo adesso che anche le altre aziende seguano il buon esempio e invertano la marcia pensando prima di tutto alla salute dei loro consumatori.

Fonti: Food Business News

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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