Pasta di Gragnano IGP: le marche che contengono glifosato (secondo Granosalus)

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Glifosato anche in alcuni marchi di pasta di Gragnano? Un nuovo test condotto da GranoSalus ha scoperto che neanche questa sarebbe al riparo dal noto pesticida di Monsanto.

Secondo quanto reso noto, quattro marche di spaghetti presenterebbero residui di glifosato.

Ecco i marchi analizzati e le relative quantità trovate.

In testa alla classifica, GranoSalus pone gli spaghetti di Tre Mulini che contengono 0.093 mg/kg di glifosato. Si tratta di un private label distribuito dal Gruppo Eurospin, “cosa diversa dalla linea Bio che era risultata esente“.

Al secondo posto, troviamo la Rigorosa prodotta dal Pastificio Lucio Garofalo Spa in nome e per conto del Premiato Pastificio Afeltra Srl. Questa pasta contiene 0.075 mg/kg di glifosato.

Al terzo posto si trova la pasta IGP del Pastificio G. Di Martino, uno dei membri del Consorzio di Gragnano. Anche in questo marchio è stata rilevata la presenza di glifosato (0.052 mg/kg).

Al quarto posto, si trova Afeltra prodotta anch’essa dal Premiato Pastificio Afeltra Srl con marchio IGP, anche questa contenente glifosato (0.045 mg/kg).

Infine, al quinto posto troviamo Afeltra – 100% Grano Italiano, sempre di proprietà del Premiato Pastificio Afeltra Srl, l’unica confezione di spaghetti con marchio IGP Gragnano senza glifosato.

test igp gragnano

Secondo GranoSalus il problema sta nel fatto che nel disciplinare IGP non si evince nulla riguardo all’origine della semola e a quella del grano duro da cui viene ricavata.

“Ai consumatori italiani importa poco se il legame con l’ambiente (tutelato dall’ art 6 del disciplinare) trovi la sua ragion d’essere unicamente nella purezza dell’acqua. I consumatori vogliono certezze sulla purezza del grano. Che senso ha un impasto IGP se l’ acqua è pura e la materia prima (estera) risulta contaminata e priva di profumo?” lamenta GranoSalus.

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Insomma, da dove proviene il grano che mangiamo?

Calcolando che in Italia l’uso del glifosato è limitato, e non è possibile utilizzarlo in fase di pre-raccolta, la presenza di questi valori, seppur nella norma, ci fa in effetti interrogare sulla presenza dei grani utilizzati.

Non a caso fa riflettere il fatto che l’unica pasta risultata senza glifosato, nemmeno in piccolisime quantità, sia proprio quella prodotta con 100% grano italiano (come ci aspetteremo teoricamente da un qualsiasi IGP).

A questo punto attendiamo con ansia l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine delle materie prime in etichetta anche per la pasta, che è ormai prossimo: da metà Febbraio, per pasta, riso e grano.

Essendo il glifosato ampiamente utilizzato in Europa e nel resto del mondo, per essere comunque sicuri di non consumare prodotti che lo contengano, l’unica scelta che si può fare è sempre quella di preferire prodotti biologici.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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