Glifosato nei cereali per la colazione: nuovo studio shock Usa, coinvolte anche Cheerios a Kellogg’s

cereali glifosato

Cereali per bambini e snack al sapor di glifosato. Da Cheerios a Kellogg’s, il famigerato erbicida Roundup non risparmia nessuno. Lo rivela una nuova analisi condotta negli Usa dall’Environmental Working Group.

I cereali a base di avena, farina d’avena, granola, ma anche alcuni snack bar, venduti negli Usa, contengono consistenti quantità di glifosato, secondo test di laboratorio indipendenti commissionati dall’EWG.

Lo studio

L’Evironmental Working Group (EWG) ha testato 45 prodotti convenzionali alla ricerca di tracce di glifosato scoprendo che l’erbicida era presente in 43. Tra questi 31, quindi quasi tre quarti dei campioni, presentavano livelli di glifosato superiori (160 ppb o più) a quelli che gli scienziati dell’EWG considerano sicuri per la salute dei bambini. Anche un terzo dei 16 campioni realizzati con avena da agricoltura biologica conteneva il glifosato, in concentrazioni da 10 ppb a 30 ppb.

In che modo il glifosato entra nei cibi biologici? Secondo EWG, potrebbe arrivare dai campi vicini dove sono presenti colture coltivate convenzionalmente, o dalla contaminazione incrociata durante la lavorazione in una struttura che gestisce anche colture non biologiche.

L’analisi suggerisce che le colture irrorate con glifosato come il grano e l’avena forniscono purtroppo un importante contributo all’introduzione del glifosato nella dieta quotidiana. I livelli più alti, superiori a 1.000 ppb, sono stati rilevati in due campioni di Quaker Old Fashioned Oats. Tre campioni di Cheerios avevano livelli di glifosato compresi tra 470 ppb e 530 ppb. Dodici campioni di alimenti presentavano livelli di glifosato inferiori al benchmark sulla salute di EWG, compresi tra 10 ppb e 120 ppb. Solo due campioni non presentavano glifosato.

Il glifosato è stato trovato nella maggior parte dei campioni di alimenti a base di avena:

cereali glifosato marchi

Il glifosato e i bambini

Nel 2017, la California inserì il glifosato nel suo registro Proposition 65 tra le sostanze chimiche note per provocare il cancro. L’Ufficio statale per la valutazione dei rischi per la salute ambientale, o OEHHA, ha proposto un livello di rischio significativo per il glifosato, pari a 1,1 milligrammi al giorno per un adulto medio di circa 70 kg. Questo livello di esposizione è più di 60 volte inferiore al livello di sicurezza stabilito dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente, l’Environmental Protection Agency (EPA).

Ma poiché i bambini e i feti in via di sviluppo hanno un’aumenta suscettibilità agli agenti cancerogeni, la legge americana prevede l’inclusione di un ulteriore margine di sicurezza di 10 volte. Con questo ulteriore fattore di sicurezza per la salute dei bambini, l’EWG ha calcolato che il rischio di cancro è rappresentato dall’ingestione di 0,01 milligrammi di glifosato al giorno.

Per raggiungere questa dose massima, basta ingerire 60 gr di cibo con un livello di glifosato di 160 parti per miliardo, o ppb. La maggior parte dei campioni di avena convenzionale prodotti dallo studio di EWG superava i 160 ppb, il che significa che una singola porzione di tali prodotti avrebbe superato il livello di sicurezza sulla salute di EWG.

E in Italia?

L’unico modo per evitare il glifosato negli alimenti che consumiamo, soprattutto in quelli per i bambini, è comprare biologico. Sebbene possa verificarsi una contaminazione, i prodotti bio restano comunque più controllati di ben 3 volte rispetto al convenzionale, ed è quindi più probabile che eventuali contaminazioni vengano rilevate.

Il glifosato ormai è ovunque, dai crackers al miele, dalla birra agli assorbenti. Sembra impossibile evitare di assumerlo e questo fa veramente paura. In quest’ottica è ancora più importante evitarlo il più possibile per scongiurare l’accumulo nel corpo.

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Francesca Mancuso

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