Gli italiani sempre più vegetariani per amore degli animali e sempre più attenti a ciò che mangiano

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Aumentano i vegetariani e i vegani in Italia. A dispetto del 2019 e del 2018, quando si è segnato anche un notevole calo, ora coloro che seguono un regime vegano e vegetariano rimontano e arrivano a rappresentare l’8,9% della popolazione. Di questi, il 22,2% motiva la propria scelta con “l’amore e il benessere nei confronti del mondo animale”.

A dirlo è il 32esimo Rapporto Italia di Eurispes, che attesta un aumento di quasi il 2% del numero delle persone che preferiscono un’alimentazione cruelty free: il 6,7% degli italiani intervistati afferma di essere vegetariano, il 2,2% di essere vegano, mentre il 6,3% dice di non essere più vegetariano.

Nel 2020, dunque vegetariani e vegani sono in aumento rispetto al 2019 e al 2018, quando la percentuale era rispettivamente al 7,1% e al 7,3%.

Italiani amici degli animali

Tra le motivazioni alla base della scelta di rinunciare all’alimentazione tradizionale per seguire un regime vegano e vegetariano ci sono soprattutto la salute e il benessere (23,2%), ma anche l’amore e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%) e il desiderio di mangiare meno e meglio (il 19,2%).

Per il 17,2%, il vegetarismo e il veganesimo sono oramai uno stile alimentare che è parte integrante di una più ampia filosofia di vita. Il 9,1% ha modificato le abitudini alimentari per curiosità, il 5,1% perché mossi dal desiderio di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

Le donne più degli uomini affermano di essere diventate vegetariane o vegane per curiosità e desiderio di sperimentare (13% contro il 5,7%). Gli uomini prediligono come motivazioni principali nella scelta del regime alimentare, quella di mangiare meno e in modo più sano (22,6% contro il 15,2% delle donne) e quella di una più ampia filosofia di vita (20,8% contro il 13% delle donne).

La scelta di diventare vegetariani e vegani, soprattutto perché sono stili nutrizionali che hanno a cuore la salvaguardia della salute e il rispetto degli animali, è condivisa per lo più nella maggior parte delle fasce giovani della popolazione di età compresa tra i 25 e i 44 anni.

Boom dei prodotti “senza”

Il 18,7% degli italiani che hanno partecipato all’inchiesta segue un’alimentazione priva di lattosio, il 14,6% priva invece di glutine, perché ha sviluppato celiachia, mentre il 16,3% fa uso regolare di integratori. Sia nel caso del lattosio che nel caso del glutine la percentuale di donne che hanno eliminato un alimento dalla dieta sono di più rispetto agli uomini; di contro, l’abitudine di utilizzare cibi addizionati con integratori è sia degli uomini che delle donne.

Rinunciano al lattosio soprattutto i 35-44enni (22,4%), seguiti dalle fasce vicine di età (19,2% per i 25-34enni e 18,8% per i 45-64enni), cui seguono gli over 65 (16,9%) e in ultimo i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni (14,3%).

La stessa tendenza riguarda l’alimentazione priva di glutine, che coinvolge il 21% dei 35-44enni. Fanno uso di integratori per arricchire l’alimentazione soprattutto i 25-34enni (18,1%).

Cibo già pronto

cibo asporto

Moltissimi italiani sono quindi attenti a ciò che mangiano, ma molti altri non disdegnano il cibo da portare via già pronto o a domicilio. Il 54% degli italiani compra cibo a domicilio: il 37,1% ammette di farlo qualche volta, l’1,8% sostiene di farlo sempre e il 15,1% conferma di affidarsi spesso a servizi grazie ai quali ricevono cibo pronto direttamente a casa.

L’abitudine di acquistare alimenti già cucinati riguarda ben il 70,3% degli italiani che lo fanno “qualche volta” (46%), “spesso” (20,2%) e “sempre” (4,1%).

Anche coloro che acquistano sui banchi del supermercato prodotti industriali che richiedono qualche minuto per essere pronti, saltando a pie’ pari le preparazioni di base, sono in molti, complessivamente quasi il 62% (il 41,3% lo fanno qualche volta, il 16% spesso e il 4,6% sempre).

I giovanissimi fanno un grosso uso dei servizi di consegna di pietanze già pronte a domicilio: ben l’81% tra chi ha un’età compresa tra i 18 e i 24 anni di età (seguiti a grande distanza dai 25- 24enni 63,3%). Diffusa in modo più omogeneo tra le diverse età l’abitudine a consumare cibo da asporto, anche se chi ne usufruisce di più sono sempre i più giovani: 83,9% tra i 18-24enni; 81,9% tra i 25- 34enni e 77% tra i 35-44enni, 69,8% tra i 45-64enni e 52,4% tra gli over65.

Alimenti alla cannabis

Solo il 5% li usa nella propria dieta. Non solo per essere fumati, i prodotti derivanti dalla canapa svelano in realtà una serie di altri usi quali ad esempio quello culinario e cosmetico.

Alla domanda “acquista alimenti a base di cannabis light nei negozi di canapa?” il 55,4%, del campione intervistato ha risposto negativamente e non avrebbe intenzione. La restante parte si divide tra il 23,1% di chi sarebbe curioso di provare, il 16,4% di coloro che li hanno sperimentati e il 5,1% di quanti hanno inserito questi alimenti nella propria dieta.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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