Tè antiparassitario: non ha proprietà terapeutiche, multa per pubblicità ingannevole

FitoBalt Monastic Tea

Thè Antiparassitario FitoBalt. Informazioni ingannevoli e pratica scorretta: l’Antitrust sanziona il noto prodotto fitoterapico

Il suo nome è FitoBalt Monastic Tea e sarebbe “un antiparassitario efficace al 100%”. Ma non è proprio così: anzi, per l’Antitrust è un claim ingannevole e per questo ha sanzionato per 25mila euro sia il produttore sia la società Digital Laboratory che sul proprio sito ha venduto quel prodotto per un periodo di tempo limitato.

Venduto online, questo tè millantava il potere di prevenire e contrastare infezioni parassitarie e di migliorare la funzionalità dell’organismo. Una vera e propria promozione ingannevole per il Garante che ha sanzionato i messaggi con cui veniva pubblicizzato online il FitoBalt Monastic Tea.

Due le sanzioni per complessivi 25 mila euro: una alla Digital Laboratory di 5mila euro, in qualità di professionista attivo nella promozione e nel digital marketing, e una di 20mila euro ad Alexander Kazachkov in qualità di professionista attivo nella vendita online di prodotti.

Il procedimento ha riguardato la promozione ingannevole e la diffusione da parte dei due professionisti di una informazione errata sulle “caratteristiche e la natura del prodotto, secondo cui l’assunzione del tè possa, da un lato, prevenire e contrastare infezioni parassitarie e, dall’altro, migliorare la complessiva funzionalità dell’organismo. Inoltre, viene in considerazione l’assenza di chiare indicazioni sull’identità, il ruolo ed il recapito geografico dei professionisti, ovvero di altri elementi che consentano al consumatore la possibilità di contattarli al fine dell’esercizio dei propri diritti”, come si legge nel bollettino.

L’Antitrust ha inoltre contestato il fatto che in quella comunicazione pubblicitaria si parlasse di un prodotto per il cui acquisto non sarebbe necessaria alcuna prescrizione medica in virtù delle sue caratteristiche e degli ingredienti che lo compongono (foglie di betulla, corteccia di quercia, calendula, menta piperita, tanaceto, assenzio, camomilla, ulignosa, achillea, agrimonio, salvia medica). Viene cioè espressamente dichiarato che il vantaggio del tè antiparassitario consiste nel fatto che, ai fini del suo acquisto, non occorre effettuare una visita medica e l’assunzione del prodotto in questione risulterebbe idonea non solo ad uccidere “gli organismi dannosi”, ma anche a “ripristinare i tessuti danneggiati e rimuovendo una “intossicazione”.

claim ingannevoliUno dei claim contestati

La particolare efficacia curativa del prodotto evidenziata ripetutamente nel sito trova forza anche nell’enfasi di claim del tipo: “nel 100% dei casi il tè antiparassitario ha liberato i pazienti dai parassiti o li ha aiutati a diminuirne significativamente il numero (in caso di forti infezioni)”. Nel messaggio l’asserita capacità terapeutica viene rafforzata dallo slogan secondo cui il prodotto è “certificato e testato clinicamente”.

Insomma, per il Garante della concorrenza non si tratta di altro se non di messaggi ingannevoli.

Tali affermazioni sono idonee ad indurre nei consumatori l’erroneo convincimento che il prodotto abbia proprietà terapeutiche che, in realtà, non possono essere vantate dal produttore, in considerazione delle caratteristiche del prodotto e degli ingredienti che lo compongono”.

Solo claim scorretti, spiega l’Antitrust, che contrastano anche col Regolamento (UE) 1169/2011. Un caso di pratica commerciale impropria per la quale sono state decise le due sanzioni.

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