Come Trump avrebbe nascosto lo studio che collega il clima con l’alimentazione

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Dietro il suo addio al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ci sarebbe l’ennesima mossa di Donald Trump. Secondo lo scienziato Lewis Ziska, infatti, il presidente americano avrebbe fatto di tutto “per insabbiare il suo studio su come il riso perda nutrienti per colpa del clima e della presenza di anidride carbonica nell’aria”.

L’ esodo degli scienziati nell’era Trump continua e la scorsa settimana a lasciare il Dipartimento è stato Ziska che da tempo porta avanti uno studio per dimostrare che per colpa del biossido di carbonio, il riso sta perdendo dei nutrienti importanti e fondamentali per l’uomo.

Ricordiamo che la ricerca era stata pubblicata su Science Advances e aveva preso in considerazione 18 varietà comuni di riso cresciute in Cina e in Giappone e mostrava come all’aumentare della CO2 decresca il contenuto di vitamine del gruppo B.

Nello studio si leggeva: se si raggiungeranno i livelli di co2 previsti per la fine di questo secolo, il calo nel contenuto di vitamine sarà decisamente sensibile, la B1 e la B2 caleranno del 17%, la B5 del 13% e la B9 del 30%. Mentre le proteine presenti nel riso diminuiranno del 10%, il contenuto di ferro calerà dell’8% e quello di zinco del 5%.

Questo impoverimento di proteine potrebbe avere gravi conseguenze sulla salute:milioni di persone potrebbero avere delle carenze alimentari molto gravi.
Uno studio che a quanto pare non è piaciuto al presidente Trump che sempre secondo lo scienziato ha fatto di tutto per bloccare la diffusione delle sue ricerche in cui veniva esplicitato che è proprio l’impatto dell’uomo e i cambiamenti climatici a portare questa situazione che si ripercuote anche sull’agricoltura.

Quindi dopo aver lavorato per ben cinque presidenti, Ziska ha deciso di lasciare il servizio.

“Hai la sensazione che le cose siano cambiate, che questo non sia un posto per te, sono molto triste”, ha detto Ziska.

Nei giorni scorsi si era dimesso anche Rod Schoonover, un funzionario del Dipartimento di Stato che aveva sostenuto che l’amministrazione aveva bloccato la presentazione della sua relazione sulla crisi climatica e la sicurezza nazionale. A seguire anche Maria Caffrey, impiegata del National Park Service, più o meno per lo stesso motivo.
Una censura che non piace agli scienziati.

“Dobbiamo stare attenti a utilizzare parole come cambiamenti climatici. La sensazione- dicono gli scienziati- è che la scienza non vada più di pari passo con la politica. Ma è nostro dovere parlare delle conseguenze che i cambiamenti climatici potrebbero portare nel breve termine.

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