Diossina e PCB negli alimenti: l’EFSA abbassa di 7 volte il livello di tolleranza

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L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha ridotto il livello di assunzione tollerabile per i contaminanti tossici, le diossine e i PCB

L’EFSA conferma le conclusioni di una serie di studi secondo cui l’esposizione alimentare a diossine e PCB, inquinanti ambientali presenti anche a bassi livelli in alimenti e mangimi può costituire un pericolo per la salute degli uomini e degli animali ed è per questo motivo che ha abbassato il livello di assunzione tollerabile per i contaminanti tossici, le diossine e i PCB.

Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) dell’EFSA ha così stabilito una nuova dose tollerabile settimanale (DST) per diossine e PCB diossina-simili negli alimenti di 2 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Un picogrammo è un trilionesimo di grammo e rappresenta un livello di assunzione sette volte inferiore rispetto al livello precedente stabilito dal comitato scientifico della Commissione per il settore alimentare nel 2001.

Il perché di questo intervento risulta chiaro da un’approfondita relazione dell’EFSA secondo cui le diossine e i PCB diossina-simili sono inquinanti presenti nell’ambiente come conseguenza, rispettivamente, di processi combustivi e di emissioni industriali. Si tratta di inquinanti che persistono nell’ambiente e possono penetrare nella catena alimentare. Tendono ad accumularsi negli esseri viventi e a essi sono associati pericoli e preoccupazioni per la salute pubblica.

Cosa sono le diossine e i PCB

Le diossine e i bifenili policlorurati (PCB) sono sostanze chimiche tossiche che si mantengono nell’ambiente e si accumulano nella catena alimentare. Nel contesto di attività dell’EFSA il termine “diossine” si riferisce a due gruppi di composti: le policlorodibenzo-p-diossine (PCDD) e i dibenzofurani policlorurati (PCDF). Le diossine sono generate da alcuni processi termici e industriali come sottoprodotti. I PCB erano ampiamente usati in numerose applicazioni industriali e sono stati prodotti in gran quantità per decenni con una produzione mondiale totale stimata a 1,2-1,5 milioni di tonnellate, fino a quando non furono vietati nella maggior parte dei Paesi alla fine degli anni ‘80.

Diossine e PCB si trovano in piccole quantità in molti alimenti: l’esposizione a lungo termine a queste sostanze causa una serie di effetti nocivi sul sistema nervoso, immunitario ed endocrino, compromette la funzione riproduttiva e può provocare il cancro.

La Commissione Europea e gli stati membri discuteranno ora sulle misure di gestione dei rischi in seguito al parere e la parola passerà ai singoli stati. Spetterà alle autorità europee e dei paesi membri dell’Ue discutere delle misure di gestione del rischio.

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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