Il Covid ci sta facendo mangiare meglio: meno cibi pronti, più prodotti locali, legumi e verdure

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Dopo la pandemia, la tendenza degli europei sarà: cibo sano, locale e sostenibile. Circa un consumatore europeo su cinque afferma che è più importante avere tempo per cucinare cibo fatto in casa e l’87% delle persone che durante la pandemia ha scoperto l’importanza di acquistare cibo prodotto localmente, molto probabilmente continueranno a farlo dopo il COVID-19.

Le misure di confinamento adottate per evitare la diffusione del virus possono aver causato un cambiamento duraturo nei comportamenti alimentari dei consumatori in tutta Europa. È quanto emerge dal rapporto “Impatto del COVID-19 sui comportamenti alimentari dei consumatori in Europa”, un’indagine da EIT Food realizzato su 5.000 consumatori in dieci paesi europei – tra cui l’Italia.

I cambiamenti più significativi si apprezzano nella preparazione dei pasti, nelle abitudini alimentari e nei modelli di acquisto. Con le persone che trascorrono più tempo a casa, assistiamo a un aumento significativo delle famiglie che si divertono e sperimentano la cucina casalinga regolarmente: più di un terzo (36%) ha segnalato un aumento del piacere di passare il tempo a cucinare. Anche la condivisione di questa esperienza con gli altri è diventata più importante, dal momento che tre consumatori su dieci (29%) si siedono sempre più spesso a mangiare insieme.

Rispetto alle scelte alimentari, i prodotti che hanno mostrato i maggiori aumenti di consumo sono stati la frutta (32% in più), la verdura, i legumi e la farina (27%). Al contrario, i cibi pronti hanno avuto un calo complessivo del consumo: il 26% ha segnalato un consumo inferiore rispetto al 22% che ne ha fatto più uso. Ma non tutti i paesi hanno seguito questa tendenza, nel Regno Unito, Finlandia, Germania e Romania il consumo degli alimenti confezionati è cresciuto.

Cambiamenti duraturi

Durante il lockdown ci sono stati cambiamenti diffusi nelle nostre abitudine alimentari, ma cosa accadrà dopo la pandemia? Le tendenze sulla sostenibilità e riguardo il benessere persisteranno? Secondo l’analisi, la salute e la nutrizione saranno una priorità per gli europei: in generale quasi la metà dei consumatori (49%) afferma che essere in buona salute sarà più importante contro il 2% che afferma il contrario. Inoltre, un terzo delle persone (34%) afferma che una dieta sana sarà più importante dopo la pandemia contro il 5% che pensa di no.

Ma i cambiamenti per cui noi facciamo il tifo sono quelli con un impatto positivo sulla sostenibilità. Del 35% che ha affermato che l’acquisto di cibo a km0 era diventato più importante dopo il COVID, l’87% afferma che molto probabilmente continuerà ad essere così in futuro; del 28% che ha affermato che l’acquisto di prodotti non confezionati o di quelli con imballaggi biodegradabili è diventato più importante, l’82% ha affermato che è molto probabile che questa tendenza persista. Inoltre del 44% che ha buttato via meno cibo, il 37% di queste persone molto probabile continuerà a farlo.

E gli italiani?

Anche in Italia ci sono stati grandi cambiamenti riguardo i comportamenti alimentari. L’Italia – in  cui l’80% degli intervistati afferma di dedicare più tempo del solito alla cucina – è tra i primi tre paesi dove si trascorre più tempo a cucinare e cenare insieme, e con oltre la metà che dichiara di provare nuove ricette. La difficoltà finanziaria causata dalla pandemia – dichiarata dal 63% dei consumatori – molto probabilmente ha contribuito il privilegiare il cibo fatto in casa e registrare il grande calo del “cibo confezionato”.

Il paese ha registrato uno dei maggiori aumenti negli acquisti online, nella pianificazione e negli acquisti all’ingrosso. I consumatori italiani – oltre a controllare i prezzi, le scadenze ed evitare l’uso di additivi – hanno aumentato il consumo di verdure e sono quelli che hanno aumentato maggiormente il consumo di farina (il 49% ne consuma di più). Alzi la mano chi non ha provato a fare il pane o la pizza in questo periodo! 

Nuovi scenari e opportunità

Questa ricerca dimostra come l’emergenza sanitaria ha cambiato il modo in cui le persone pensano, comprano, pianificano e mangiano il cibo. Produttori, aziende agricole e tutti quelli che si occupano del settore alimentare hanno una reale opportunità di innovare e soddisfare le esigenze dei consumatori sviluppando servizi e prodotti che accolgano la tendenza verso la sostenibilità.

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.
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