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Ecco cosa succede al tuo corpo (e all’ambiente) quando mangi da contenitori di plastica

Quando siamo fuori casa può capitare di bere o mangiare da contenitori di plastica, così come nel momento in cui ordiniamo cibo da asporto. Il problema è che quella stessa plastica, o meglio piccole particelle note come microplastiche (e non solo), possono trasferirsi nel cibo.

A nessuno di noi piace l’idea di mangiare in contenitori di plastica ma allo stesso tempo questo materiale è ancora ovunque e può capitare, anche ai più attenti all’ambiente, di trovarsi alle prese con dei contenitori usa e getta. Dovremmo però prestare attenzione, perché non è solo un discorso ambientale, ci sono anche altri svantaggi nell’utilizzare plastica a contatto con gli alimenti.

La plastica si trasferisce dai contenitori al cibo 

Secondo una ricerca del Journal of Food Science, gli esseri umani ingeriscono almeno 74mila particelle di microplastica all’anno e molte provengono proprio dai nostri contenitori per l’asporto. In effetti, potremmo ingerire più di 200 particelle a settimana, solo da vaschette e altri oggetti in plastica per la conservazione degli alimenti.

Le microplastiche dei contenitori stessi si sfaldano nel cibo, rappresentando il 30% dell’assunzione di plastica da quegli alimenti, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Hazardous Materials.

E non si parla solo di cibo ma anche di bevande. Sono tanti i buoni motivi per non utilizzare più bottiglie di plastiche, tra questi il fatto che il calore elevato rompe i legami chimici aumentando la dispersione della microplastica. I ricercatori hanno scoperto che le bottiglie d’acqua lasciate al sole contengono un numero maggiore di sostanze chimiche plastiche.

Le microplastiche hanno effetti dannosi per la salute

Alcuni scienziati hanno scoperto che le microplastiche possono attraversare la membrana resistente che protegge il cervello da corpi estranei presenti nel flusso sanguigno. Altrettanto preoccupante è la scoperta che le microplastiche possono passare dalle madri, attraverso la placenta, ai loro feti.

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Le sostanze chimiche che fuoriescono da queste plastiche possono causare effetti sulla salute a lungo termine. Le particelle potrebbero rilasciare ftalati nel corpo, che interferiscono con gli ormoni e possono ridurre la fertilità sia negli uomini che nelle donne. 

Non esiste una plastica sicura

La plastica contiene una moltitudine di sostanze chimiche, inclusi i bisfenoli A, S e F (BPA, BPS e BPF) e i policlorobifenili (PCB).

Prodotti chimici come questi sono stati collegati a tumori, sistema immunitario indebolito, problemi agli organi e ritardi nello sviluppo dei bambini. I bisfenoli in particolare (soprattutto il BPA) sono stati identificati come interferenti endocrini e collegati all’obesità. La ricerca mostra anche che i BPA rendono più difficile il concepimento per le donne e aumentano il rischio di aborti spontanei.

Avrete sicuramente notato che molta plastica attualmente viene commercializzata come priva di BPA ma, in realtà, dobbiamo stare ugualmente attenti. Al posto del BPA, molte aziende stanno utilizzando il BPS che, proprio come il BPA, imita gli estrogeni. Un’etichetta senza BPA non è quindi sufficiente a garantire sicurezza.

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I danni per l’ambiente

E non dimentichiamo infine i danni per l’ambiente dei contenitori in plastica. Con questo materiale abbiamo riempito il mondo di spazzatura che ora si trova sulla terra in ogni dove e anche negli oceani.  

Il riciclaggio può aiutare, ma fino ad un certo punto. L’unica opzione che abbiamo è smettere di utilizzare (e produrre) contenitori di plastica.

Cosa possiamo fare

Evitiamo le bottigliette di plastica e usiamo le borracce in acciaio o vetro.  Per quanto riguarda il cibo d’asporto, invece, se non ne possiamo fare a meno ed è contenuto in vaschette di plastica, è bene trasferirlo subito su stoviglie in ceramica o vetro: prima il cibo si allontana dalla plastica, meno microplastiche vi si riverseranno.

 
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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria