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Cosa succede al tuo corpo quando mangi il cavolfiore?

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Il cavolfiore è ricco di proprietà confermate dalla scienza ma attenzione anche ad alcuni possibili ed importanti effetti collaterali

Il cavolfiore è un ortaggio ricco di proprietà, ma cosa accade al nostro corpo se lo mangiamo con regolarità quando è di stagione? Alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato i vantaggi di questa particolare crucifera ma anche dei possibili problemi che può generare in persone con un intestino più delicato o che assumono determinati farmaci.

Il cavolfiore è un vegetale molto versatile e dal sapore delicato che può essere consumato così come è, arricchire pasta o riso, diventare una vellutata, un purè, una base per pizza “raw” e persino degli gnocchi.

Come i broccoli e gli altri ortaggi della famiglia dei cavoli, fornisce importanti nutrienti alla nostra dieta e, quando di stagione, è bene portarlo spesso in tavola.

Leggi anche: Cavoli e broccoli: le 10 varietà principali e le proprietà nutrizionali

Ma cosa hanno scoperto le ricerche scientifiche riguardo al cavolfiore? Non solo diversi vantaggi per la nostra salute, ma anche alcuni possibili inconvenienti che determinate persone potrebbero riscontrare consumando questo ortaggio.

Ricevi un’ottima dose di fibre

Il cavolfiore è ricco di fibre, si va dai 2 ai 3 grammi per porzione. Può sembrare poco ma in realtà 3 grammi rappresentano circa il 10% dell’assunzione giornaliera raccomandata di fibre (28 grammi al giorno), ottenute da un piccolo contorno. Le fibre come sappiamo sono importanti per la salute generale e possono persino aiutare nella perdita di peso.

Contribuiscono, infatti, ad avere un certo grado di sazietà (proprio come le proteine), il che significa che si ha meno probabilità di mangiare troppo.

Non solo le fibre aiutano il sistema gastrointestinale ma contribuiscono anche a ridurre l’infiammazione. Alcuni studi hanno evidenziato come queste sostanze, presenti in frutta e verdura, siano utili anche a ridurre il rischio di cancro, diabete, malattie cardiache e altro.

Sarai più idratatato

Il cavolfiore è molto ricco d’acqua, si parla del 92% della sua composizione. Ciò significa che quando lo mangi, non solo stai ricevendo tutti i suoi nutrienti, ma stai anche assumendo molta acqua e dunque idratando il corpo. Ma quanta acqua c’è effettivamente? Una porzione di cavolfiore (100 grammi), ci offre 59 millilitri di acqua.

Usando il cavolfiore come ingrediente, ad esempio nelle ricette a base di cereali, stai aggiungendo molto valore nutritivo e aiutando il tuo corpo a digerire meglio il pasto proprio grazie al contenuto d’acqua.

Potresti ridurre le calorie e perdere peso

Se guardiamo al valore nutritivo del cavolfiore scopriamo che si tratta di un cibo con poche calorie. Una porzione ne contiene circa 25-30 a fronte di  2-3 grammi di fibre e una miriade di vitamine e sostanze nutritive (vitamine A, C e K, potassio, acido folico e altro). Aggiungere questo alimento come contorno ad un secondo piatto ma anche sostituire altri alimenti per fare maggiore posto al cavolfiore può essere un buon sistema per favorire la perdita di peso.

Naturalmente, chi vuole dimagrire dovrà sempre associare una dieta sana nel complesso e un buon programma di esercizio fisico.

Potresti sentirti gonfio

Il cavolfiore è delizioso e nutriente ma trattandosi di una crucifera contiene anche oligosaccaridi fermentabili, disaccaridi, monosaccaridi e polioli, il che significa che questo alimento è fatto di carboidrati a catena corta che non vengono digeriti facilmente nell’intestino tenue, portando gonfiore addominale

Può succedere dunque che vi sia fermentazione nell’intestino crasso, causa di gonfiore e formazione di gas, ma gli studi hanno anche collegato questo alimento alla sindrome dell’intestino irritabile.

Leggi anche: 10 cibi che possono causare gonfiore addominale

Detto questo, cucinare il cavolfiore può renderlo più digeribile. Il processo di cottura scompone infatti alcuni di quei carboidrati e l’intestino può così lavorare più facilmente, assorbendo ciò di cui ha bisogno.

Potrebbe interferire con alcuni farmaci

Il cavolfiore è ricco di vitamina K, il che può essere un problema per chi assume determinati farmaci, in particolare fluidificanti del sangue. I farmaci per fluidificare il sangue possono infatti interagire proprio con la vitamina K, quindi le persone che li assumono sono spesso avvertite dai loro medici di fare attenzione al consumo di cibi che contengono tale sostanza.

La vitamina K e gli anticoagulanti lavorano in pratica l’uno contro l’altro. Di conseguenza chi assume questo tipo di medicinali dovrebbe limitare la quantità di cavolfiore che mangia. Una tazza di cavolfiore contiene circa il 20% dell’assunzione giornaliera raccomandata di vitamina K, ed è quindi fondamentale considerarlo nell’ambito della propria alimentazione quotidiana.

Fonti:   University of Michigan / Pubmed /National Cancer Institute

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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