Un enzima contro la celiachia: sara’ il trattamento del futuro?

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

La celiachia è una malattia che colpisce sempre più persone soprattutto nel nostro paese. Diverse le ipotesi sul perché di questa diffusione e altrettanti i tentativi a livello scientifico per cercare di arginare il fenomeno o tenerlo a bada nel momento in cui è già comparso. Una nuova ricerca finlandese ha voluto testare gli effetti di un enzima sui danni provocati all’intestino tenue dalla celiachia.

Lo studio si è svolto presso l’Università di Tampere dove un team di scienziati finlandesi ha verificato gli effetti di un nuovo trattamento non alimentare a base di uno specifico enzima, l’ALV003. Quest’ultimo si sarebbe mostrato in grado di diminuire le lesioni che si creano nell’intestino a causa dell’assunzione di glutine nelle persone celiache.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Gastroenterology, si è svolta così: è stato scelto un campione di persone affette da celiachia divise poi in due gruppi: ad un primo gruppo veniva somministrato l’enzima per via orale insieme ad una piccola percentuale di glutine (massimo 2 grammi al giorno, l’equivalente di mezza fetta di pane) all’altro invece solo la stessa piccola percentuale di glutine ogni giorno.

I risultati hanno evidenziato come il gruppo che si era servito dell’enzima aveva sopportato molto meglio la presenza del glutine, le lesioni prodotte all’intestino tenue erano minori e le persone non mostravano forti dolori gastrointestinali come invece avveniva a coloro che facevano parte dell’altro gruppo.

Questa scoperta sarebbe importante soprattutto per tenere sotto controllo il fenomeno della contaminazione da glutine, come ha sottolineato la dottoressa Marja-Leena Lahdeaho, autrice principale dello studio: “L’esclusione totale del glutine è, nella migliore delle ipotesi, impegnativa. Il potenziale di ALV003 per la malattia celiaca è significativo, dato che l’esposizione costante a bassi livelli di glutine può portare i pazienti a sperimentare sintomi persistenti e un’infiammazione intestinale cronica, nonostante stiano seguendo una dieta rigorosamente priva di glutine”.

Proprio perché una contaminazione da glutine è abbastanza frequente non solo a livello alimentare ma anche in altri prodotti di uso comune (ad esempio i trucchi da donna), è necessario secondo gli studiosi sviluppare una terapia da affiancare alle diete senza glutine. La ricerca effettuata su questo enzima potrebbe essere il primo passo.

Francesca Biagioli

Leggi anche:

– Celiachia: in aumento i casi in tutta Italia

– Celiachia, ci si ammala a tavola. L’intolleranza al glutine viene con il tempo

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

ABenergie

Gas Green: quando il tuo gas compensa la C02 piantando alberi in Italia e nel mondo

ABenergie

Smart working: come scegliere il tuo gestore di energia ora che lavori da casa

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

ABenergie

Quando la tua tariffa di luce e gas ti fa risparmiare e pianta gli alberi

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook