Biossido di titanio: la Francia proroga il bando dell’additivo potenzialmente cancerogeno

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E’ noto anche come E171 o TiO2. Il biossido di titanio è un additivo alimentare tutt’ora in uso. Ciò non significa affatto che sia sicuro, motivo per cui la Francia aveva deciso di metterlo temporaneamente al bando, per un anno, dal 1° gennaio 2020. Nei giorni scorsi però ha deciso di prorogarne ulteriormente lo stop vietando la vendita di alimenti che lo contengono anche nel 2021.

Bandito dal 1° gennaio 2020, il biossido di titanio non tornerà in Francia nel 2021 o almeno non del tutto. Tale sostanza è oggetto di numerosi studi che devono chiarirne l’eventuale rischio cancerogeno. L’International Agency for Research on Cancer l’ha classificato  come possibile cancerogeno per gli umani, classe 2b, se inalato dopo aver condotto uno studio specifico sull’inalazione di nanoparticelle di biossido di titanio.

Come colorante alimentare l’E171 è stato autorizzato in Europa per la prima volta nel 1966. Si tratta di una polvere usata come sbiancante ed è composta dal 5 al 45% da nanoparticelle. Il biossido di titanio viene utilizzato nell’industria alimentare come colorante, soprattutto nei dolciumi, dalle caramelle ai chewin-gum, e viene impiegato anche dall’industria cosmetica in prodotti per la cura della persona, come i dentifrici.

Ma da qualche anno è finito nel mirino delle autorità francesi che nel 2019 hanno disposto la messa al bando di tutti i prodotti alimentari che lo contenevano. Si trattava di uno stop temporaneo che di recente è stato ulteriormente prorogato in attesa di saperne di più.

A dicembre infatti il governo francese ha deciso di prolungare di un altro anno il divieto di commercializzare alimenti che contengono il biossido di titanio. A spingere su questo fronte era stata l’associazione Agir pour l’Environnement che da ormai 5 annine chiede la messa al bando definitiva. In autunno aveva anche lanciato una petizione per chiedere l’estensione del divieto.

Secondo le nuove norme, il biossido di titanio rimarrà bandito dai prodotti alimentari ma non da dentifrici e medicinali.

“Una mezza misura inaccettabile!” lamenta l’associazione che se da una parte è soddisfatta, dall’altra non ha digerito il fatto che il biossido di titanio sarà ancora presente in prodotti non alimentari che potrebbero comunque essere ingeriti, dai dentrifrici ai rossetti, e nei farmaci, in cui viene utilizzato negli eccipienti.

“Prolungare la sospensione del biossido nella dieta è una buona notizia, ma non è sufficiente. Dobbiamo essere logici: questa sospensione avrebbe dovuto essere estesa a dentifrici e farmaci. Il biossido di titanio pone seri rischi alla popolazione quando non ha una reale utilità e può essere facilmente sostituito”.

Gli allarmi della comunità scientifica sui rischi di questa sostanza stanno aumentando . L’INRAE ​​ha recentemente dimostrato in una pubblicazione che le nanoparticelle che compongono il biossido di titanio attraversano la placenta delle donne in gravidanza e contaminano il feto. Anche l’Agenzia francese per la salute (ANSES) ha confermato in un parere i suoi potenziali effetti di promozione della cancerogenesi del colon-retto.

A prescindere o meno dai divieti, possiamo cercare di evitare di assumere questa sostanza leggendo le etichette. Essa infatti viene segnalata con le sigle E171 o TiO2.

Fonti di riferimento: Legifrance, Agirpourlenvironnement

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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