BigFood deve essere fermata per salvare il Pianeta e la nostra salute! Parola degli scienziati

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Cambiamenti climatici, obesità e malnutrizione sono tre dei maggiori problemi globali. Come sono correlati tra loro? Non sarebbe bello se ci fossero soluzioni per affrontare queste tre crisi assieme? Se lo chiede un nuovo rapporto pubblicato su The Lancet che ci invita a riflettere sui mali del nostro tempo.

Nella moderna società appare uno strano paradosso: abbiamo quasi tante persone obese quante quelle malnutrite. Ma anche il riscaldamento globale condivide cause comuni con gli altri due problemi. Il filo conduttore, secondo il nuovo rapporto guidato dall’università di Auckland in Nuova Zelanda, dalla George Washington University negli Stati Uniti e dal World Obesity Federation nel Regno Unito sono i potenti interessi commerciali che promuovono i consumi eccessivi.

Detto in poche parole le multinazionali del BigFood che agiscono indisturbate tra “inerzia politica e una governante debole”.

Le grandi aziende alimentari riempiono i nostri scaffali di cibi poveri di calorie e di nutrienti, al contrario commercializzano bevande zuccherate, merendine e altro tipo di junk food e secondo i ricercatori fanno “pressione sui politici per ostacolare le politiche e i sussidi che ci aiutano a mangiare più sano”.

Cosa c’entra tutto questo con l’ambiente? Il sistema globale attuale genera fino a un terzo delle emissioni totali di gas serra. Anche se gli esempi virtuosi non mancano, la strada da percorrere è ancora tutta in salita. In Svezia e Germania, ci sono delle vere e proprie guide alimentari nazionali che promuovo un’alimentazione più sana.

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Si legge ancora nel rapporto:

Il Messico e la Gran Bretagna e le amministrazioni locali di tutti gli Stati Uniti stanno sperimentando tasse sulle bevande zuccherate e il Cile è pioniere di etichette chiare sugli alimenti confezionati.

Ma i progressi sono frammentari e troppo lenti, dicono gli autori del rapporto. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’ obesità è in aumento , e lo stesso è vero per molti paesi a basso e medio reddito. Di contorno c’è una catastrofe ambientale mentre le temperature continuano ad aumentare.

L’obesità uccide più degli incidenti automobilistici, degli attacchi terroristici e del morbo di Alzheimer e costa il 2,8% del PIL mondiale. La denutrizione colpisce oltre 2 miliardi di persone in tutto il mondo. I cambiamenti climatici stanno creando la distruzione della biodiversità, ma anche una migrazione senza precedenti, crisi alimentari ed eventi meteo estremi.

“In realtà l’obesità e la denutrizione sono entrambi guidati dagli stessi sistemi alimentari malsani e iniqui, sostenuti dalla stessa economia politica che è incentrata sulla crescita economica”, ha detto il co-presidente della relazione, il professor Boyd Swinburn dell’Università di Auckland in una dichiarazione.

Si prevede che i cambiamenti climatici peggioreranno l’insicurezza alimentare, poiché eventi meteorologici estremi provocano siccità, interrompono le stagioni di crescita e modificano i prezzi delle materie prime alimentari di base.

Ecco perché i ricercatori chiedono soluzioni più ampie: pratiche agricole più sostenibili, reindirizzamento dei sussidi alimentari per sostenere attività di produzione alimentare sane ed ecocompatibili e monitorare le aziende che stanno contribuendo all’inquinamento.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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