Ora c’è la conferma del perché non dovresti mai bere caffè o tè in un bicchiere di carta usa e getta

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Uno studio ha scoperto che basta bere tre caffè o tè caldi in bicchieri di carta usa e getta per ingerire 75mila minuscole particelle di microplastica

Per coloro che prendono il caffè ovunque, i bicchieri di carta sono spesso la scelta preferita. Sono leggeri, maneggevoli ed economici, ma c’è un problema: anch’essi hanno un piccolo rivestimento in plastica, motivo per cui – tra l’altro – non sono riciclabili né biodegradabili. E non solo: ora alcuni ricercatori hanno trovato un altro motivo per abbandonarli: potrebbero disperdere plastica nel caffè.

Anche i bicchieri di carta che spesso ci ritroviamo ad utilizzare, in ufficio o dai distributori, hanno insomma uno strato di plastica che rilascia microplastiche a contatto col caldo. A identificarli sono gli studiosi dell’Indian Institute of Technology Kharagpur, secondo cui i bicchieri di carta usa e getta sono fatti per il 90–95% di carta e il restante 5–10% è una pellicola di plastica idrofobica.

Per lo più, lo strato interno è realizzato in polietilene (PE) e gli studi hanno dimostrato in passato che le sostanze chimiche e le sostanze nocive possono filtrare dalla carta nel cibo o nelle bevande destinati al consumo.

Le microplastiche agiscono come vettori di contaminanti come ioni, metalli pesanti tossici come palladio, cromo e cadmio, nonché composti organici idrofobiciha affermato Sudha Goel, uno degli autori dello studio. Se ingeriti regolarmente nel tempo, le implicazioni per la salute potrebbero essere gravi”.

Per questo, Sudha e altri ricercatori dell’ITT hanno deciso di identificare i tipi di strati di plastica utilizzati nei bicchieri di carta e valutare i cambiamenti nelle loro proprietà meccaniche, fisiche e chimiche quando vengono a contatto con il caldo liquido.

Lo studio

I ricercatori hanno versato acqua calda in alcuni bicchieri di carta usa e getta e l’hanno lasciata per 15 minuti. L’acqua è stata poi analizzata in base alla eventuale presenza di microplastiche e ioni aggiuntivi e si è scoperto che particelle microplastiche della dimensione di 25mila micron vengono rilasciate in 100 ml di liquido caldo (da 85 a 90° C).

@Ranjan et al.

Immagini dei residui di microplastica in acqua calda dopo averla lasciata nei bicchieri di carta per 15 minuti, visualizzate sotto fluorescenza

Pertanto, una persona media che beve tre tazze regolari di tè o caffè al giorno, in un bicchiere di carta, ingerirebbe 75mila minuscole particelle di microplastica.

Soluzioni alternative? Vero è che a livello globale nel 2019 sono stati prodotti circa 264 miliardi di bicchieri di carta per il consumo di alimenti e bevande, ma qualche altro rimedio per bere il nostro caldo caffè c’è: se proprio non è possibile utilizzare la ceramica, esistono bicchieri, ma anche palette, ecosostenibili e 100% compostabili.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Hazardous Materials

Fonte: ZMscience/

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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