Meraviglioso bergamotto: dalla Calabria, un alleato contro le patologie del fegato. Lo studio

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Contiene tante vitamine, è una fonte importante di flavonoidi ed è un valido antiossidante: del bergamotto si conoscono tutte le sue preziose proprietà terapeutiche, eppure “l’oro di Calabria” non smette mai di stupire. Secondo una recente ricerca, infatti, il bergamotto sarebbe in grado di agire anche sul cosiddetto “fegato grasso” (un eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche).

A rivelarlo è uno studio apparso su Nature Scientific Reports che ha indagato sulla frazione polifenolica (i polifenoli sono antiossidanti naturali presenti nelle piante) dell’agrume calabrese (la Bergamot polyphenolic fraction, BPF), capace di prevenire l’accumulo di grasso a livello epatico e agire su un eventuale stato infiammatorio (NASH), che può condurre alla fibrosi epatica, alla cirrosi e, nel peggiore dei casi, al cancro del fegato.

La ricerca, coordinata da Vincenzo Mollace dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, parte dal presupposto che già studi sperimentali ed epidemiologici avevano mostrato come la frazione polifenolica di bergamotto (BPF) migliori il profilo lipemico sierico, normalizzi la pressione sanguigna e migliori la malattia del fegato grasso non alcolica nei pazienti affetti da sindrome metabolica.

Nonostante queste evidenze, i meccanismi molecolari responsabili di questi effetti benefici erano rimasti poco chiari: con il nuovo studio, i ricercatori hanno voluto chiarire gli effetti della BPF sull’assemblaggio lipoproteico e identificare biomarcatori dello stress ossidativo che correlano iperlipidemia e alterazioni metaboliche indotte dalla stessa BPF.

Da ciò, è emerso con chiarezza che un’assunzione prolungata della frazione polifenolica del bergamotto può produrre effetti terapeutici sulla steatosi epatica (il cosiddetto “fegato grasso”), una delle patologie più diffuse nel mondo occidentale, legata per lo più alla cattiva alimentazione e presente in varie fasce di popolazione.

Utilizzi del bergamotto

In genere il bergamotto, che non ha un gusto esattamente gradevole, è consumato sotto forma di spremuta, magari in abbinamento ad altri frutti più dolci. Il suo succo ha anche un elevato contenuto di acido citrico ed è stato spesso utilizzato proprio per produrre questa sostanza.

In cucina, il frutto del bergamotto si utilizza per la produzione di succhi di frutta e di confetture. Lo si può anche tagliare in spicchi per metterne una fettina nel tè e per preparare dei canditi.

Infine, il bergamotto viene utilizzato soprattutto per la produzione di oli essenziali, usati soprattutto in profumeria per via del buon aroma.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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