Non incartate i panini dei vostri figli nell’alluminio, anche il Ministero conferma i rischi di migrazione

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L’alluminio può migrare nei cibi crudi acidi conservati in frigorifero e negli alimenti cotti al cartoccio, con o senza condimenti. Anche il Ministero conferma la pericolosità del contatto degli alimenti con la cosiddetta carta stagnola dopo che Striscia la Notizia è tornata sull’argomento

Ieri sera Striscia la notizia è tornata a parlare dei problemi di salute legati all’alluminio, la carta argentata utilizzata per conservare gli alimenti e per cucinare al cartoccio.

Durante il servizio mandato in onda ieri, Max Laudadio ha ripercorso le tappe dell’inchiesta sull’alluminio e ha intervistato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che ha confermato la potenziale pericolosità dell’alluminio a contatto con i cibi.

Il particolare, la pellicola di alluminio rilascia particelle di alluminio all’interno degli alimenti crudi fortemente acidi, come il limone e i pomodori. Per questo motivo, gli stessi produttori sconsigliano di conservare cibi acidi avvolti nei fogli di alluminio.

Non solo: sebbene sulle confezioni l’alluminio risulti indicato per la cottura al cartoccio, le analisi effettuate dal dipartimento di chimica dell’Università di Milano hanno dimostrato una migrazione delle particelle di alluminio all’interno di carne e pesce durante questo tipo di cottura, sia che gli alimenti siano conditi e salati sia che non venga utilizzato nessun condimento.

L’alluminio è un metallo che presenta tossicità e per questo l’Efsa ha fissato dei limiti massimi di esposizione, correlati al peso corporeo: per esempio, una persona che pesa 60 chilogrammi non dovrebbe superare i 60 milligrammi di assunzione di particelle di alluminio alla settimana, come conferma la Professoressa Paola Fermo.
Il problema è che esistono altre fonti di alluminio, tra cui l’acqua, pertanto è facile superare la dose massima tollerabile dal nostro organismo.

Già a settembre del 2018 Laudadio aveva chiesto a Giulia Grillo di intervenire sul problema dell’alluminio e l’ex Ministro aveva assicurato ulteriori analisi da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e una risposta in tempi brevi.
Pochi giorni fa, il giornalista è tornato al Ministero e ha raccolto le dichiarazioni del viceministro Sileri.

“Dopo i servizi di Striscia, l’istituto Superiore di Sanità ha approfondito la ricerca e confermato che esiste un fenomeno, chiamato “migrazione”, che produce concentrazioni di alluminio negli alimenti con cui entra in contatto. Bisogna informare la popolazione e quindi sul sito del Ministero saranno presenti indicazioni su come e quando usare questo metallo in cucina. Per esempio, non tenere incartato per ore nei fogli di alluminio il panino del vostro bambino e non riutilizzare i fogli”, ha detto il viceministo.

È necessario poi chiedere più chiarezza alle aziende, rispetto alle indicazioni riportate sulle confezioni di alluminio:

“Serve l’aiuto di tutti perché un utilizzo sbagliato può nuocere alla salute. Inoltre, il Ministero ha scritto alla Commissione Europea per portare questa problematica nelle riunioni sulla sicurezza alimentare”, ha concluso Sileri.

Esistono comunque delle alternative all’alluminio, un prodotto monouso che oltre a provocare migrazioni pericolose negli alimenti è anche fonte di inquinamento ambientale.

I cibi possono essere conservati in frigorifero all’interno di contenitori di vetro oppure avvolti in un panno trattato con cera d’api.

La cottura degli alimenti in forno può essere invece effettuata in pirofile di ceramica, anziché utilizzando teglie e vaschette usa e getta in alluminio o il cartoccio.

Per quanto riguarda il pranzo al sacco, panini e sanck possono essere trasportati utilizzando la pellicola compostabile, oltre al già citato tessuto impermeabilizzato grazie alla cera d’api, oppure semplicemente avvolti in un tovagliolo di stoffa e sistemati all’interno di pratici contenitori in bambù.

Soluzioni più sicure ed ecologiche all’alluminio per conservare, cuocere e trasportare i cibi esistono: usiamole!

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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