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Istamina, non solo tonno! I cibi che ne contengono di più e possono causarti allergia

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L’istamina è una sostanza tristemente nota a chi soffre di allergie. Per evitare brutte sorprese è bene conoscere quali sono gli alimenti che ne contengono di più

L’istamina si trova naturalmente presente nella gran parte degli alimenti vegetali o animali e funge da mediatore chimico in alcune reazioni del nostro organismo. Livelli molto alti di questa sostanza nel corpo fanno sì che compaiano i vari sintomi delle allergie.

Cos’è l’istamina 

Il nostro corpo produce l’istamina quando entra in contatto con qualcosa a cui siamo particolarmente sensibili, questo può essere un cibo ma anche una pianta, gli acari della polvere, ecc. Vi sono alcuni alimenti che contengono molta istamina. Tra questi troviamo il tonno, ma non è l’unico. 

Molti i cibi che contengono istamina, alcuni con quantitativi maggiori di altri. Di solito di questo non ci preoccupiamo in quanto un corpo sano è in grado di gestire l’istamina presente negli alimenti grazie all’opera dell’enzima diaminossidasi (DAO) che all’interno dell’intestino tenue ne evita l’assorbimento. Quando però questo enzima non svolge correttamente il suo compito, nella maggior parte dei casi perché non è in numero sufficiente a gestire l’istamina, ecco che ci troviamo di fronte ad un’intolleranza all’istamina.

In questi casi, ma anche se è comparsa orticaria, dermatite o altri problemi legati o che peggiorano a causa dell’istamina, è bene conoscere i cibi che ne contengono di più o quelli che ne fanno rilasciare maggiormente al nostro corpo. Una dieta a basso contenuto di istamina può contribuire a risolvere il problema e la sintomatologia comparsa, parlatene però sempre con uno specialista. Vediamo adesso quali sono i cibi che contengono più istamina.

Leggi anche: Istamina: cos’è, sintomi e rimedi per l’intolleranza

Cibi che contengono più istamina

pesce istamina

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Molti alimenti contengono istamina ma il quantitativo di questa sostanza aumenta soprattutto in seguito ad alcuni trattamenti a cui vengono sottoposti i cibi. La formazione di istamina richiede infatti delle condizioni particolari per potersi sviluppare e queste sono tutte presenti nei casi in cui i prodotti vengano sottoposti a stagionatura, fermentazione, maturazione o prolungata conservazione in magazzino.

Nell’elenco dei cibi che contengono più istamina troviamo quindi: formaggi, salame e speck, vino rosso e spumante, pesce e frutti di mare, salsa di soia, ketchup e aceto, crauti, lievito ma anche alcuni ortaggi tra cui pomodori, spinaci e melanzane.

Una particolare attenzione va posta nei confronti del pesce che se conservato troppo a lungo o in maniera scorretta può seriamente mettere a rischio la nostra salute in quanto eccessivamente ricco di istamina. Più pericolosi in questo senso sono quelli in scatola come tonno, sgombro, sardine e aringhe. C’è capitato di segnalarvi infatti allerte alimentari che riguardavano proprio livelli troppo alti di istamina in tonno o filetti di alici.

Ricapitolando cibi ricchi di istamina sono:

• cibi stagionati
• cibi conservati a lungo nei magazzini
• cibi fermentati
• formaggi
• salame
• speck
• pesce (soprattutto tonno, sgombro, sardine e aringhe)
• frutti di mare
• vino rosso
• spumante
ketchup
salsa di soia
• aceto
• crauti
• pomodori
• melanzane
spinaci

Cibi che fanno rilasciare al nostro corpo istamina

Esistono dei cibi a cui stare attenti in quanto anche se al loro interno contengono poca istamina, sono in grado di far rilasciare al nostro organismo questa sostanza una volta ingerititi. Tra questi ricordiamo in particolare fragole, cioccolato, funghi, ananas, noci, mandorle e in generale frutta secca, albume d’uovo, pesce, molluschi, soia, cereali integrali e alcool.

Cibi che fanno rilasciare istamina al nostro organismo sono quindi:

fragole
cioccolato
• funghi
ananas
• noci e mandorle
• albume
• pesce
• molluschi
soia
• cereali integrali
• alcool

Ricordiamo che generalmente una persona sana è in grado di gestire al meglio l’istamina da fonti alimentari, il problema sussiste però quando vi è una specifica intolleranza a questa sostanza.

Cibi ricchi di istamina

Difficile stabilire il quantitativo esatto di istamina in un determinato alimento dato che le variabili sono molte. Generalmente noti sono i quantitativi di istamina dei seguenti alimenti:

tonno conservato: 6 µg/g
aringhe conservate: 350 µg/g
sardine conservate: 15 µg/g
acciughe conservate: 60 µg/g
salmone conservato: 7 µg/g
fegato di maiale: 25 µg/g
insaccati: 160-225 µg/g
formaggi fermentati: 1330 µg/g
bevande fermentate: 20 µg/g
pomodori: 22 µg/g
spinaci: 37 µg/g

Cibi senza istamina

Se si vuole stare attenti a non assumere troppa istamina con la propria dieta bisognerebbe privilegiare l’assunzione di alcuni cibi freschi oltre che di cereali e pseudo cereali che non contengono istamina. Via libera dunque a verdure come insalata, cavolfiori, broccoli, carote, aglio, zucchine, bietole, zucca, asparagi mentre come frutta si possono scegliere mele, limoni, mirtilli, prugne, ecc.

Se si consumano pesce e carne bisogna sceglierli sempre nella versione fresca e non conservata o rielaborata, per quanto riguarda il latte e i latticini si possono consumare formaggi freschi e yogurt. Senza istamina anche patate, riso, pasta e i cosiddetti pseudo-cereali.

Chi ha necessità di seguire una dieta a basso livello di istamina è bene però che si faccia seguire da uno specialista che troverà il modo di calibrare il regime alimentare in modo tale da non far incorrere in eventuali carenze nutrizionali o in una dieta monotona in cui si mangiano sempre gli stessi cibi.

Istamina, intolleranza e sintomi

istamina

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Ma come accorgersi che vi è un’intolleranza all’istamina o comunque necessità di limitare l’assunzione di questa sostanza? Vi sono alcuni sintomi da tenere in considerazione e far valutare al proprio medico che, in alcuni casi, potrà consigliare una dieta terapeutica in cui l’istamina viene ridotta al minimo. Tra questi:

Antistaminici naturali

Si può tenere a bada l’istamina non solo facendo attenzione a cosa si mangia ma anche utilizzando alcuni rimedi naturali considerati appunto antistaminici naturali. Tra questi ricordiamo la vitamina C, i flavonoidi, gli omega 3, lo zenzero, la camomilla, l’echinacea,il finocchio, l’aglio e la radice di liquirizia. Spesso utilizzato è poi il ribes nigrum, rimedio naturale al primo posto nel trattamento naturale di molti tipi di allergie.

Leggi anche: Antistaminici naturali: 10 rimedi alle allergie

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Fonti: Histamine Intolerance Awareness/Schweizerische Interessengemeinschaft Histamin-Intoleranz (SIGHI)

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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