Arachidi, contrordine: per evitare allergie, meglio assaggiarle sin da piccoli

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Arachidi, uova e altri alimenti particolarmente allergizzanti: quando offrirli ai bambini più piccoli? Da sempre, nello svezzamento dei bebè, cibi simili non sono mai comparsi se non dopo parecchi mesi o addirittura dopo l’anno. Il motivo è che i pediatri, e di conseguenza i genitori, hanno sempre considerato ottimale ritardare l’inserimento di questi alimenti per evitare sensibilizzazioni o allergie varie.

Ma alcune ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno piuttosto appurato il contrario: per evitare la comparsa di allergie, sarebbe meglio assaggiare i diversi cibi sin da piccoli. Meglio, cioè, anticipare l’esposizione a cibi come appunto le arachidi per prevenire lo sviluppo di allergie.

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Già uno studio del 2015 confermò che l’introduzione di arachidi da piccolissimi riduce il rischio di sviluppare un’allergia a questa frutta secca, dimostrando anche i casi di allergie alle arachidi sono scarsi in Paesi in cui i bambini regolarmente mangiano questo cibo.

Ora, una nuova indagine conferma questo pensiero. Partendo dall’assunto che evitare del tutto l’assunzione di alimenti potenzialmente allergizzanti potrebbe addirittura diventare la causa di una ipersensibilità, alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno osservato i tempi di introduzione di alimenti allergenici durante il primo anno di vita e riportato la comparsa di malattie allergiche o autoimmuni o di sensibilizzazione allergica.

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Gli studiosi hanno condotto una revisione sistematica di i 146 studi dai quali hanno ricavato le prove che il momento dell’introduzione di alcuni alimenti allergenici nella dieta di un neonato è da associare al rischio di malattia allergica, ma non di malattia autoimmune.

Per esempio, l’introduzione di uova nella dieta in una età da 4 a 6 mesi si associa a una ridotta allergia all’uovo, mentre l’introduzione di arachidi tra 4 e 11 mesi di età è direttamente correlata a una ridotta allergia alle arachidi scrivono i ricercatori, sottolineando invece che è meno evidente l’associazione tra l’introduzione del pesce da 6 a 12 mesi e riduzione del rischio di rinite allergica.

E quanto al glutine? Gli studiosi inglesi sono arrivati alla conclusione che i tempi di introduzione di questa proteina dei cereali non sarebbero associati al rischio di sviluppare la celiachia, ma precisano che in ogni caso le loro indagini non devono sostituire le raccomandazioni dei pediatri.

Voi seguite il vostro istinto e la dieta che vi propone il medico che segue vostro figlio. Già sapete che, naturalmente, come ogni volta che si inserisce un cibo nuovo, vanno valutate man mano eventuali reazioni. Per cui, anche nel caso delle arachidi monitorate l’eventuale risposta dell’organismo del vostro bebè. E se non compaiano bolle o altri sintomi potrete dargliene a piccole quantità qualche altra volta.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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