insalate_in_busta

Sarà perché andiamo sempre di corsa e fanno comodo, sarà perché si mantengono più a lungo, fatto sta che le insalate in busta sono un prodotto ambito da moltissimi italiani (uno su due) che ne fanno un uso sempre maggiore, nonostante il prezzo non proprio contenuto. La domanda ricorrente però è sempre la stessa: questi “ortaggi di quarta gamma” (così sono chiamate tecnicamente le insalate pronte da condire) saranno ben lavate?

Fino ad oggi non c’è stata alcuna garanzia, ma arriva finalmente il via libero definitivo della Commissione Agricoltura della Camera per l’approvazione di una nuova legge che ne garantirà igiene e freschezza.

Per molto tempo infatti, il segmento di quarta gamma non è mai stato adeguatamente regolamentato e per colmare questo vuoto legislativo la Commissione Agricoltura della Camera ha dato finalmente la sua approvazione per la proposta di legge che disciplina la preparazione, il confezionamento e la distribuzione di questi prodotti.

Ma c’è di più, perché il Senato – che ha approvato all’unanimità questo disegno di legge – ha fatto anche una piccola modifica relativa ai materiali utilizzati per gli imballaggi, che dovranno essere ecocompatibili.

A breve quindi si prevede l'emanazione di un decreto del ministro delle Politiche Agricole, siglato anche dai ministri della Salute e dello Sviluppo Economico e dalla Conferenza Stato-regioni, per attuare in tempi brevi questa nuova norma.

“Abbiamo approvato una legge che migliorerà le garanzie igienico-sanitarie italiano – ha fatto sapere il neo ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano - e l'informazione dei consumatori in un settore centrale per l'agroalimentare colmando un vuoto legislativo che lasciava troppi margini di discrezionalità”. Insomma, visto il grande consumo delle insalate imbustate, pronte da condire, il governo si è mosso velocemente per garantire igiene e freschezza dei prodotti.

Secondo uno studio della Coldiretti su dati Ismea 3 emerge infatti che nel 2010 la verdura già tagliata e lavata ha registrato un aumento record nei consumi alimentari (+8%) per un giro d’affari complessivo di 730 milioni di euro all'anno e 90 milioni di chili di insalata imbustata e venduta.

Stando ai dati della Cia- Confederazione italiana agricoltori - il settore di “quarta gamma” è rappresentato soprattutto dalle insalate (l'86%), seguite dalle verdure pronte da cuocere (9%), le crudité (4%) e le ciotoline di condimento (2%).
Un fenomeno nettamente contrapposto al calo generale che l'agroalimentare sta registrando negli ultimi tempi (-0,6%) anche se, a parer nostro la garanzia migliore arriva dagli ortaggi acquistati localmente, lavati e puliti con le nostre mani, magari seguendo i consigli della nostra guida su come lavare e conservare correttamente i cibi.

Verdiana Amorosi

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