uova_alla_diossina

Dopo lo scandalo scoppiato nei giorni scorsi in Germania, dove sono state commercializzati lotti di uova alla diossina, la paura di essere contaminati da uova pericolose per la salute umana è dilagata un po’ ovunque. Ma in Italia – stando ad alcune dichiarazioni di esperti – il pericolo dovrebbe essere scongiurato.

"Ad oggi - ha detto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, durante un telegiornale del mattino - le autorità tedesche escludono l'esportazione in Italia di mangimi o prodotti alimentari provenienti dalle partite contaminate".

Secondo quanto ha riportato il sottosegretario Martini, gli unici paesi europei destinatari di partite a rischio sono Olanda e Gran Bretagna.

Ma intanto “giovedì si terrà una riunione tra ministero, Nas e Regioni per intensificare tutti i controlli sui prodotti di origine tedesca, in particolare carni suine e latte a lunga conservazione".
Martini ha rassicurato i consumatori italiani dicendo che “oggi siamo tra i più importanti produttori in Europa, e siamo praticamente autosufficienti. Da anni - ha ricordato il sottosegretario - mi batto perché il pollame italiano mantenga un'etichettatura che non è approvata in Europa. Noi siamo i più avanzati in tema di etichettatura, e promuoviamo qualsiasi iniziativa che vada verso la piena tracciabilità di qualsiasi alimento, perché solo la tracciabilità rappresenta l'arma per difendere la salute dei cittadini".

Anche secondo la Coldiretti, l’Italia è al sicuro e il consumo di uova è rimasto stabile, anche grazie alle garanzie offerte dal codice obbligatorio che compare sull’etichetta delle confezioni e su ogni singolo uovo.
A rassicurare i consumatori – come si legge in una nota della Coldiretti - è stato il tempestivo avvio del piano di controlli, ma soprattutto il sistema di rintracciabilità, che consente di controllare l’origine al consumo.

Ma cosa ci dice questo codice?

etichetta_uova


Come abbiamo visto anche sulla nostra guida a "come leggere le etichette" Il primo numero permette di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all'aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (ad esempio IT per l’Italia), appare poi il codice ISTAT del Comune, la sigla della Provincia e infine il codice che identifica l’allevatore.

Una garanzia che aveva dato i suoi effetti positivi anche nel periodo della mucca pazza e l’aviaria.

L’etichetta è quindi uno strumento efficace – ha sottolineato la Coldiretti - per questo è fondamentale l’approvazione definitiva della legge sull’etichettatura d’origine annunciata da Ministro per le Politiche Agricole, Giancarlo Galan, per il prossimo 12 gennaio alla Camera, dopo aver ottenuto il consenso di tutti i gruppi parlamentari al Senato. Si tratta quindi di una legge nazionale, che servirà a colmare le lacune dell’Ue sull’etichettatura vigente.

Verdiana Amorosi

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