clonazione_alimentare

Sospese per altri cinque anni le tecniche di clonazione di bovini e suini a scopi alimentari. Lo ha stabilito ieri una moratoria della Commissione UE, resa nota da Joe Dalli, portavoce del commissario alla salute, che però non vieta di continuare a sperimentare per scopi curativi e farmaceutici: “continua la clonazione per la ricerca, per la ricerca farmaceutica, o ancora per preservare le specie in via di estinzione”.

Nella proposta della Commissione si prevede anche il divieto di importare cloni vivi e alimenti, come carne o latte derivati da animali clonati, mentre è lecito importare embrioni e semi, che comunque dovranno essere identificati (e quindi tracciabili) prima di essere immessi sul mercato Ue.

Il motivo?

Gli esperti della Commissione Europea hanno messo in evidenza che fino ad oggi - negli animali clonati – si sono evidenziate delle anomalie, come la difficoltà a mantenersi in piedi o a respirare bene; per questo è scattato il divieto, che tiene conto anche della condizione di benessere e di dignità degli animali. La Commissione ha quindi presentato una proposta completa, che è stata inviata al Consiglio e al Parlamento, mentre una proposta formale sull’argomento arriverà nel 2011.

Soddisfatta la Coldiretti: “La commissione Europea che ha dovuto tenere conto del fatto che la maggioranza assoluta dei cittadini europei e italiani, secondo l'ultima indagine di Eurobarometro, bocciano la possibilità che latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati arrivino sulle tavole per motivi ambientali, etici, sanitari ed economici, avendo peraltro ben chiaro il significato della nuova tecnica. È positiva – continua la Coldiretti – la decisione della Commissione di prevedere una moratoria di cinque anni per la commercializzazione di latte e carne proveniente da animali clonati, come bovini e suini, anche se rimangono perplessità sulla mancanza di chiarezza per quando riguarda la presenza sul mercato della progenie di animali clonati”.

E resta il dubbio anche sulle possibili conseguenze sull’uomo:

Il 79 per cento degli italiani – ha fatto sapere la Coldiretti - conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale, ma ritiene che siano chiari gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 per cento), che potrebbe compromettere la biodiversità (63 per cento), che causi sofferenza agli animali (52 per cento) e che sia moralmente sbagliata (69 per cento). Il 64 per cento ritiene pertanto che la clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo - conclude la Coldiretti - il 78 per cento ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati discendenza”.

Verdiana Amorosi



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