Biossido titanio

Il diossido di titanio è un additivo alimentare sospettato di essere cancerogeno. Per questo in Francia se ne sospenderà l’utilizzo a partire da aprile

Conosciuto tra i gli additivi alimentari come E171 o TiO2, il diossido di titanio, o biossido, potrebbe presto scomparire dalla lista degli additivi alimentari consentiti in Francia. Dopo un tira e molla con il locale ministero dell’Economia, infatti, alcune associazioni per la difesa dell’ambiente e della salute pubblica hanno ottenuto un impegno dal ministro Le Maire.

Tre giorni dopo l’annuncio di non sospendere l’uso del biossido di titanio, il ministro dell’Economia ha infatti deciso per la sospensione dell’additivo. Una vittoria per le associazioni che hanno ottenuto così l’applicazione del prezioso principio di precauzione.

Cos’è il biossido di titanio e dove si usa

Il biossido di titanio è una sostanza di origine minerale di colore chiaro e opaco. Indicato con la sigla E171 se usato negli alimenti (caramelle, salse, prodotti a base di pesce e formaggi e altro), costituisce anche un ingrediente in diversi cosmetici, perché in grado di conferire al prodotto una colorazione bianca e perché ha proprietà assorbenti (è il caso delle creme per il cambio del pannolino). Il biossido di titanio è inoltre utilizzato nelle creme solari, come filtro solare per le sue capacità di riflettere le radiazioni UV: in questi casi lo si riconosce in etichetta viene con la sigla C.I. 77891 (quando usato come colorante) oppure con il nome di titanium dioxide.

Da anni si parla di questa sostanza che potrebbe nuocere alla salute umana, a lungo considerata innocua sia per l’uomo che per gli animali, ma la realtà potrebbe essere diversa. L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha recentemente rivalutato l’additivo E171, affermando che i dati a disposizione per ora non permettono di associare effetti nocivi, ma, proprio perché mancano indicazioni precise, il biossido di titanio rimane un additivo sconsigliato.

È proprio sulla base di ciò, che i consumatori francesi hanno “insistito”, affinché l’uso controverso di un potenziale cancerogeno venga almeno sospeso (il divieto, invece, dipenderebbe dall’Unione Europea).

La sospensione del suo utilizzo nei prodotti alimentari doveva avvenire entro la fine del 2018, ma finora non era accaduto nulla. La disposizione è stata inclusa nella legge alimentare di novembre, ma non poteva essere applicata senza un decreto del ministero dell’Economia. In un programma della tv francese, poi, l’8 gennaio scorso, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha spiegato di non voler firmare un ordine di sospensione nell’immediato futuro, proponendo “valutazioni diverse” sul potenziale pericolo del prodotto. Ma poi ecco la retromarcia: dopo aver ricevuto le associazioni dei consumatori, ha espresso la sua volontà di vietare l’E171.

Per ottenere le necessarie condizioni legali per questo divieto ho chiesto, quindi, all'Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria e l'ambiente (ANSES) di accelerare il lavoro sulle nanoparticelle sulla componente TiO2 entro il 15 aprile”, ha annunciato il ministro, convalidando la sospensione.

Un passo importante, quindi, che mette senza dubbio in discussione tutte le teorie sulla salubrità dell’E171.

Quanto all’Italia, anche qui si chiede che venga valutata la fattibilità da parte del Ministero della Salute di un analogo provvedimento di sospensione.

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Germana Carillo

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