Fast food ftalati

Un nuovo studio conferma la tossicità degli ftalati e la loro correlazione con l'abitudine di mangiare fuori casa: le persone che mangiano più spesso nei fast food e nei ristoranti sono esposte a concentrazioni maggiori di ftalati nei loro corpi.

Fast food e ristoranti, ma anche mense e in generale prodotti altamente lavorati: spesso sottoponiamo il nostro corpo a un pienone di sostanze chimiche, la cui dannosità è subdola e latente. Eppure è ormai noto che i problemi di salute da collegare al cibo da fast food non riguardano solo la qualità e il tipo di ingredienti utilizzati, ma anche le sostanze presenti nei contenitori per alimenti. In primis gli ftalati.

Un nuovo studio ha confrontato per la prima volta le esposizioni a ftalati nelle persone che hanno l’abitudine di mangiare fuori rispetto alle esposizioni di persone più propense a consumare pasti cucinati in casa. Coloro che hanno riferito di consumare più pasti al ristorante, fast food o alla mensa avevano livelli di ftalati che erano quasi il 35% più alti di quelli che hanno detto di mangiare cibo per lo più acquistato al supermercato.

Già secondo una ricerca del 2016 le persone che mangiavano spesso al fast food erano esposte a livelli più elevati di ftalati, fino al 40% più alti di quelli che mangiavano fuori solo di rado.

Ora, gli studiosi del Milken Institute School of Public Health della George Washington University di Washington DC, sulla base di questa ricerca, hanno ampliato le loro indagini e tolto ogni dubbio: le persone che cenano più spesso nei ristoranti, così come nei fast food, sono esposte a concentrazioni maggiori di ftalati nei loro corpi.

Nel corso degli anni, un numero crescente di studi pubblicati ha messo in guardia sui potenziali rischi per la salute derivanti dall'esposizione agli ftalati. Ma cosa sono esattamente?

Gli ftalati sono delle sostanze chimiche aggiunti dall’industria della plastica ai propri prodotti per renderli più flessibili e più difficili da rompere (dagli imballaggi ai detergenti per la casa, trucco, adesivi, plastica, profumi, detergenti, pavimenti in vinile e altri oggetti di uso quotidiano). Da tempo sospettati di essere nocivi per la salute umana, gli ftalati sono correlati a un aumento della pressione sanguigna negli adolescenti (con riferimento agli ftalati contenuti nei cosmetici) e risultano tossici per il fegato, per i testicoli e per l’apparato riproduttivo.

Il nuovo studio americano, che suggerisce che il cibo preparato a casa contiene livelli più bassi di ftalati, ha utilizzato i dati della National Health and Nutrition Examination Survey degli Stati Uniti raccolti tra il 2005 e il 2014. Ai 10.253 partecipanti è stato chiesto di ricordare cosa avessero mangiato e da dove provenisse il loro cibo nelle 24 ore precedenti. I ricercatori hanno quindi analizzato i collegamenti tra l'assunzione di cibo e i livelli di prodotti di degradazione dei ftalati trovati nel campione di urina di ogni partecipante.

Hanno così scoperto che l’associazione tra esposizione al ftalato e pasti fuori casa era significativa per tutte le fasce d'età, ma i risultati erano più alti per gli adolescenti. I teen-agers che mangiavano spesso fuori, infatti, presentavano più alti livelli di ftalati del 55% rispetto a quelli che mangiavano principalmente a casa. Sotto accusa soprattutto i cheeseburger e i sandwich acquistati in negozio, associati in particolare a livelli elevati di ftalati, mentre gli stessi pasti ma fatti a casa risultavano così dannosi.

Le donne incinte, i bambini e gli adolescenti sono più vulnerabili agli effetti tossici delle sostanze chimiche che alterano gli ormoni, quindi è importante trovare il modo di limitare le loro esposizioni”, affermano gli studiosi.

Va da sé, quindi, che l’ideale sarebbe ridurre drasticamente il consumo di pasti da fast food, per mille e un motivo. Ma siamo sicuri che, in quanto agli ftalati e vista la loro presenza talmente diffusa, eliminando i pasti mordi e fuggi al ristorante fermeremo la nostra esposizione a simili prodotti chimici? Insomma, meglio correre ai ripari anche in altri ambiti, scegliendo prodotti naturali per la nostra cura e ricordandoci di leggere sempre la composizione dei prodotti riportata sull’etichetta. 

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