Vino rosso

Vino rosso e sesso contro il tumore alla prostata. È questo il suggerimento che arriva dagli urologi italiani, secondo cui la prevenzione contro questo cancro così diffuso può passare (anche) per il vino e una regolare vita sessuale.

Sulla base di specifici studi scientifici pubblicati sulla rivista “International Journal of Cancer”, i medici – riuniti a Pozzuoli (Na) per il convegno “Comunicare la prevenzione – vino, prostata e sessualità”, hanno decretato l’utilità di simili elementi per il loro effetto protettivo, che sembra anche essere più forte contro le forme più aggressive della malattia.

Il tumore della prostata è uno tra i tumori più diffusi nella popolazione maschile e rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo: ogni anno si contano circa 35mila nuovi casi in Italia, ma il rischio che la malattia abbia un esito letale è poco elevato, soprattutto se si interviene in tempo con una diagnosi precoce.

A dimostrarlo sono i dati relativi proprio al numero di uomini ancora in vita dopo cinque anni dall’accertamento di tumore – in media il 91% – una percentuale tra le più elevate tra i tumori, grazie alla diagnosi precoce realizzata sempre più di frequente, da quando è stato introdotto nella pratica clinica il dosaggio del PSA.

Ebbene, bere un bicchiere di vino rosso al giorno potrebbe ridurre il rischio di sviluppare un tumore della prostata, tanto che secondo lo studio, "gli uomini che consumano quattro o più bicchieri di vino rosso alla settimana hanno un rischio di cancro della prostata ridotto del 50%. Per quanto riguarda i tipi di tumore più aggressivo, l’incidenza risulta ridotta addirittura del 60%”.

Il merito sarebbe di un antiossidante, il “resveratrolo”, che abbonda nella buccia dell’uva rossa. Il consumo moderato di vino rosso, sembra proteggere anche dai disturbi correlati all’altra patologia della prostata, la ipertrofia prostatica benigna, di cui soffre più del 50% degli uomini al di sopra dei 60 anni (incidenza che sale al 90% dopo i 70 anni).

E il sesso cosa c’entra? Sulla scia di un altro studio, si è confermata questa volta l’ipotesi che bere moderatamente vino significhi stimolare molte sensazioni e accentuare le percezioni sensoriali nel corpo umano. Ciò comporta senza dubbio una maggiore propensione all’intimità.

Un po’ di vino, insomma, aumenterebbe il piacere sessuale favorendo l’erezione dell’uomo e ritardando lievemente il riflesso eiaculatorio. “Le sostanze in esso contenute aiutano il funzionamento delle arterie favorendo l’afflusso di sangue nel membro maschile, favorendo il rilasciamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi, e la conseguente erezione”, dicono gli esperti.

Quel che vi dovete ricordare, in ogni caso, è che non bisogna mai esagerare con l’alcol e in genere per prevenire al meglio questo e tutti i tipi di tumore è bene regolare l’alimentazione, limitare i grassi saturi e i fritti, i formaggi e le bevande troppo zuccherate e variare con frutta, verdura e tanta acqua.

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Germana Carillo

 

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